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"Gabriel e il gruppo"
"Meravigliosa esperienza della terapia di gruppo"

Gabriel (28 mesi)

La giornata è appena iniziata, bussano alla porta e vado ad accogliere Gabriel e suo zio, che mi fa entrare nel loro mondo magico..., infatti, per arrivare a scuola lo zio ha raccontato a suo nipote una favola dove c’erano delle dame e dei cavalieri. Subito lo zio Gianni mi presenta il cavalier Gabriel, che sceso dalla sua carrozzina, mi accompagna da perfetto gentiluomo nel castello fatato...Gabriel sembra molto preso dal ciò che narra lo zio e così entra nella stanza senza nessun problema, si guarda intorno, osserva Lorenza e Monia (operatrice) che giocano sui grandi materassi e come saluto di un Buon Giorno dice “NO”...

Prendiamo i calzini e ci sediamo sul tappeto, Gabriel si guarda ancora in giro, alla sua destra ci sono le osservatrici del comune, alla sua sinistra ci sono i camion e di fronte a lui ci sono i bimbi che giocano. Chiedo se vuole togliersi le scarpe ma lui mi risponde di “NO” aspetto ancora un po’ e poi m’infilo il suo calzino nella mano e comincio ad utilizzarlo come una marionetta. Il bambino guarda il calzino che scoglie i lacci delle scarpe e sembra molto divertito,i piedini sono finalmente nudi e comincia così l’esplorazione tattile di Gabriel su i suoi ditini; lì tocca ma non li guarda perché il suo sguardo è rivolto a suoi compagni che giocano, così io rinforzo verbalmente ciò che sta facendo. Terminata questa grand’esplorazione gli chiedo se è pronto per raggiungere gli altri bimbi e Gabriel con grande entusiasmo si alza e corre verso i cuscini e si tuffa nel puffo. Mi avvicino e lui con occhietti vispi aspetta che io gli assicuri che è stato bravo, così con un po’ di fatica sale sul gran materasso e comincia a saltare sul posto, stanco del gran movimento si abbandona sul cuscino. Bussano di nuovo alla porta e così chiedo a Gabriel di aspettarmi perché devo allontanarmi per andare ad accogliere un suo compagno, il bambino non sembra turbato anzi ricomincia a saltare richiamando però l’attenzione di un’altra operatrice. Rientro nella stanza e Gabriel mi chiama facendomi vedere che lui e Lorenza stanno giocando a nascondino con Monia (operatrice), così entro anch’io nel gioco che dura un bel po’ ma all’improvviso qualcosa cambia nel espressione e nei movimenti di Gabriel,mi guardo in giro e vedo che è arrivato anche Gaetano e Angelo. Gaetano si avvicina e Gabriel si allontana con gran fretta, sembra che volesse fuggire da una situazione di pericolo. Raggiunge Mauro e Angelo che si trovano alla parte opposta della stanza si rifugia dietro le spalle dell’operatore che sta cercando di calmare Angelo che piange per la separazione. Rimane poco con loro perché si avvicina ad un altro bambino che sta costruendo una torre e senza un motivo comincia ad usare le mani, colpisce con “delicatezza “Alessandro che si ribella.

Barbara (operatrice) interviene spiegando che ciò che sta facendo può farlo sul cuscino Gabriel ascolta, sembra convinto dalle parole dell’operatore ma a questo punto non e d’accordo Alessandro che avendo ricevuto le botte reagisce colpendo Gabriel con un cuscino.

Barbara (operatrice) si trova tra i due, alla sua destra c’era Gabriel che si aggrappa al suo braccio come ancora di salvezza e con l’altra mano cercava di colpire di nuovo Alessandro che dopo un grande urlo si calma. Gabriel continua la sua danza d’attacco, sale sui cuscini e trova Lorenza che si diverte a saltare dal cuscino grande al puffo così si avvicina e aspetta il momento giusto per colpire...Lorenza ride per il grande salto e all’improvviso come un fulmine al ciel sereno Gabriel gli da uno schiaffo e poi si nasconde dietro di me. Lorenza mi guarda, il suo sguardo esprime meraviglia e dolore, non si rende conto del perché abbia ricevuto lo schiaffo, cerca una risposta da me, cerco di tranquillizzarla e ritorna a giocare ...mi giro verso Gabriel e gli affermo che se vuole fare questo gioco può farlo solo con me... Gabriel dice subito di sì e mi colpisce sul petto, lo prendo e cadiamo sui cuscini, lui aspetta una mia mossa e io comincio a mangiargli il pancino e lui divora la mia bocca. Rimaniamo sdraiati per un bel po’ e dopo aver divorato e ricomposto la bocca e il pancino ci siamo seduti. Sono distratta da un rumore ma Gabriel mi richiama colpendomi alle spalle così io mi stendo sul cuscino in posizione supina. Gabriel si accovaccia accanto a me e comincia a colpirmi leggermente alternando uno schiaffo e un bacio e scrutando il mio volto. Colpisce la mia testa con la sua mano ma subito dopo mi da un bacio sui capelli, e così fa anche per le altre parti del mio corpo, le sue botte non sono violente ma assomigliano a delle carezze fatte di proposito per misurare la sua potenza, desidera, infatti, sperimentare la sua forza, dimostrare che anche lui è in grado di colpire e non solo ricevere com’è avvenuto in passato. Continua a guardare il mio volto, lo scruta con curiosità e poi stanco di questo gioco si avvicina alla mia guancia e mi dona un bacio. .e subito dopo riprende a giocare con Lorenza e Gaetano che nascosti nella tana aspettano il lupo.

Non entra nella tana ma rimane fuori a guardare,i bambini decidono di fare una tana più grande e chiedono l’aiuto del operatrice,che costruisce una casa molto grande e finalmente entra anche Gabriel.

Questo gioco è interrotto molto velocemente da Alessandro che distrugge la casa e per prendersi un cuscino che aveva in mano Gabriel gli da un piccolo morso...

NOTE:

Figlio non riconosciuto dal padre, nella sua vita è molto presente Io zio con cui non riesce a separarsi facilmente. Ultimamente ha cambiato anche la sua baby-sitter e sembra che ciò lo abbia turbato molto infatti continua a affermare che lui oltre ad essere di sua madre e anche di Antonella.

Supervisione

Dopo aver letto la relazione, discusso e riflettuto in equipe con la presenza di un supervisore si sono formulate delle note composte di ipotesi e percorsi di sviluppo e la metodologia da utilizzare

NOTE -GABRIEL 28 MESI

Gabriel attraverso i suoi comportamenti fa intendere la presenza di alcune tematiche: insicurezza, paura, poca fiducia dei suoi coetanei -Elemento biografico:la madre desiderava il riconoscimento del padre del nascituro, ella ha vissuto durante la gravidanza la tematica dell’insicurezza, della paura scaturita dalla non garanzia della figura maschile

  • Gabriel ha degli atteggiamenti di paura rispetto agli altri bambini: cerca di colpirli o meglio toccarli stando sempre alle spalle dell’operatore ritraendo subito la mano
  • L operatore ossia l’adulto è considerato dal bambino come garante ha fiducia in lui, gli da molto credito e questo è rappresentato dal suo annuire a tutto ciò che egli gli propone.
  • Gabriel ha molto piacere e interesse sia dei tratti del suo corpo che di quelli dell’operatore. Questa corporeità rappresenta un elemento di difesa rispetto alla paura e all’insicurezza.
    In base all’osservazione fatta dai comportamenti di Gabriel, tutti questi indizi danno la sensazione che il bambino abbia bisogno di sentire la consapevolezza che lui può fare ed è capace di fare;cerca di scoprire il piacere dei suoi gesti e soprattutto cerca l’appoggio e l’approvazione dell’adulto

IPOTETICI PERCORSI DI SVILUPPO

Tramite noi operatori (adulto considerato garante) dobbiamo cercare di far interagire Gabriel con i suoi coetanei ma soprattutto di fargli avere fiducia degli altri bambini.

METODO:

Gabriel ha bisogno di giochi di ampio gesto: “giochi di rassicurazione profonda” che lo mettono in sintonia con un’altro bambino e lo pongono in una situazione da farlo sentire, a livello corporale, coinvolto con il corpo dell’altro, di conseguenza avere fiducia del corpo del bambino che gioca con lui. Suggerire alla mamma di cercare di far istaurare, Gàbriel un rapporto con un bambino o bambina che abbia dei gesti delicati quanto i suoi e non che possano spaventarlo.

Il significato del gruppo per Gabriel

Il gruppo in questo caso è stato vissuto come contenitore rassicurante finalizzato nel mettere Gabriel in una situazione di apprendimento, non scolastico, dove ha imparato personalmente a reagire alle situazioni, a ragionare ed a porre in relazione gli elementi e le esperienze di cui prendeva conoscenza e coscienza nell’interazione della comunicazione e della relazione con i compagni. Vedere i continui aggiustamenti di Gabriel, i volti degli altri bambini che aspettavano con pazienza che il loro compagno, per condividere con lui un esperienza, mi ha lasciato sbalordita. Ogni bambino, in questa fascia d’età, ha una gran voglia di sperimentare, conoscere, giocare, cadere rotolarsi, stendersi al suolo per poi correre velocemente… in questo percorso anche se sente alcune volte il bisogno di stare solo dopo poco ritorna alla ricerca degli altri, non tanto per un esigenza ma per un semplice e puro desiderio.

Posso affermare, quindi, che nel gruppo il soggetto scopre se stesso e gli altri, si rende conto di avere un modo di agire, vedere, capire, comportarsi, diverso o simile a quello dell’altro.