Valutazione attuale: 1 / 5

Stella attivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

“Preparare l' azione ”

La sala di Psicomotricità è stata ideata come cornice organizzativa, che contiene spazio - tempo - regole per garantire i confini degli incontri e per mettere in scena una pedagogia finalizzata all’espressività psicomotoria del bambino, dove la strutturazione degli spazi e l’utilizzo del materiale sono pensati affinché il bambino possa manifestarsi nella sua pienezza e possa, secondo i suoi ritmi, attuare un percorso evolutivo, favorito dalla presenza e dall’intervento dell’educatore.

E’ un luogo dove il bambino può esprimersi attraverso le sue modalità, da quelle più inibite a quelle più eccessive e dove la sua pulsionalità è accettata e canalizzata. E’ un luogo molto simbolico, dove il bambino può modificare la realtà, e comunicare significati; è un luogo atteso, carico di emozioni e piacere. Prima di entrare in sala si aiutano i bambini a spogliarsi. Questo rituale sottolinea e rinforza la rottura tra un fuori e un dentro che è regolato da una propria legge dove il piacere del bambino è riconosciuto di diritto e trova la sua massima espressione: piacere d’agire, di sperimentare, creare, comunicare, di investire spazi, altri, oggetti.

La seduta si costruisce per fare una sequenza di attività per contenere i bambini e bisogno dare anche una logica, una strutturazione spaziale altrimenti c’è un caos. Quindi nel lavoro di psicomotricità si organizza:

  • Una struttura spaziale che organizza i luoghi
  • Una struttura temporale che organizza la successione

La sala di psicomotricità ha tre obiettivi indissociabili: l’apertura alla comunicazione, che parte dalla capacità di accogliere e rispondere adeguatamente alle richieste profonde del bambino; la creazione, attraverso il riconoscimento e il sostegno a una produzione più ampia, su più registri; la formazione del pensiero che passa dal di stanziamento senso-motorio ed emozionale.

Nella sala si riconoscono tre luoghi fondamentali: quello del piacere senso-motorio e della pulsionalità, quello dell’emozionalità e del gioco simbolico, ed infine il luogo della costruzione, della presa di distanza dal vissuto emozionale.

I Spazio: luogo del gioco senso-motorio

Luogo della pulsionalità costituita da grandi cubi e parallelepipedi di gomma piuma coperti da tessuti colorato. Inizialmente le attività dei bambini in questo spazio sono di tipo distruttivo: abbattono le costruzioni di cubi per poi ricostruirle, lanciano i cubi, ci sprofondano, ci saltano sopra. La costruzione non è soltanto scaricare l’aggressività ma misurarsi con qualcosa di grande. Queste scariche emotive e motorie permettono al bambino di esprimere la propria pulsionalità, di investire lo spazio e gli oggetti con il corpo nella sua globalità. Luogo del senso-motorio dà la possibilità di vincere le paure, affermarsi, in modo tale che nei bambini si struttura la convinzione che siano capaci a fare qualcosa come gli adulti e questo è molto importante. Il gioco del senso-motori permette al bambino di vivere il piacere del movimento e le stimolazioni sensoriali con l’equilibrio e il disequilibrio, il piacere di aggrapparsi, di spingersi, e di cadere. Qui il bambino può affrontare il salto che è un’attività molto importante: provoca infatti una situazione di equilibrio che coinvolge il corpo e aiuta a percepirlo nella sua globalità. Inoltre il salto consente al bambino di rendersi conto delle proprie capacità e dei propri limiti, di confrontarsi con il rischio e quindi di mettersi alla prova.Il materiale usato in questo spazio (materassi, cuscini, strutture regolabili per saltare, scivolare e spalliere) permettono al bambino di sperimentarsi e di vincere possibili inibizioni e aggressività che sono spesso sintomi di blocchi nello sviluppo affettivo del bambino.

IISpazio: Luogo del gioco simbolico

Quando la situazione motoria si è esaurita si può passare al simbolico dove il bambino riesce a raccontarsi mettendo in evidenza il suo vissuto: i cubi,inizialmente usati per le azioni distruttive, sono ora usati per costruire le “case” che circoscrivono e spazializzano le situazioni che i bambini stanno vivendo. I materiali e gli oggetti proposti nello spazio simbolico sono: teli,foulards, (che possono essere usati per avvolgersi, nascondersi,travestirsi), bambole,peluche, palla, corde, cerchi…Molte volte questo spazio non è vissuto in maniera serena per la difficoltà di fare emergere paure e angosce che il bambino inconsciamente non è in grado di affrontare.

III Spazio: luogo della rappresentazione

Nello spazio di stanziamento il bambino può disegnare con pennarelli o alla lavagna. Il segno consente al bambino di rendere visibile per sé e per gli altri il proprio vissuto: traccia una produzione. Nello spazio della costruzione i bambini sono invitati a costruire con legnetti di varie forme e dimensioni. Costruire significa rappresentare ciò che è vissuto,render concreta la propria esperienza. Le costruzioni perciò rappresentano la tappa simbolico-rappresentativa, dell’apertura al pensiero. Alla rappresentazione c’è una implicazione emotiva molto più bassa per cui il linguaggio viene fuori e serve per aiutare il bambino ad esprimere quello che ha dentro quindi vengono fuori le paure, le tensioni, il piacere, come ha vissuto la seduta.
Il percorso della seduta riflette l’evoluzione del bambino, le tappe del suo sviluppo; esso è finalizzato :

  • Al potenziamento dell’identità
  • All’espansione dell’autonomia
  • Al miglioramento delle competenze del bambino.