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"Il gioco è la cultura dei bambini, reale e sociale "

Le varie modalità di gioco sono legate allo sviluppo emotivo del bambino e vanno via via modificandosi con l’età, per questo sono rivelatrici del suo equilibrio psichico. Si possono individuare le varie tappe dello sviluppo ludico:

Età/anni Descrizione
0-1 Il gioco comincia fin dai primi mesi di vita. Esso è fondamentalmente fonte di sensazioni piacevoli ed è finalizzato alla ricerca di una serie di sensazioni che gratificano e arricchiscono il Sé che si sta strutturando mano a mano. Queste attività si caratterizzano per il carattere esplorativo e ripetitivo delle azioni, che serve al bambino per imparare a distinguere tra il Sé e il non Sé, per fargli capire dove finisce lui e inizia la madre, percepita come parte di sé.
2 Con l’inizio del secondo anno il bambino si trova di fronte al problema della separazione dalla madre e le conseguenti ansie d’abbandono. Il gioco può diventare espressione di questi problemi come ha ben evidenziato Freud nel gioco del rocchetto.
3

In questa età emergono secondo Freud giochi che rivelano la dinamica edipica che il bambino affronta in questa età. I giochi possono essere di guerra o lotta. Compaiono i primi giochi di socializzazione, il bambino è interessato a giocare con altri compagni, in particolare, prova piacere ad imitare il comportamento degli adulti, gioca ad essere mamma o papà indossando i loro panni.

4-5

In questo periodo i giochi sono espressione delle dinamiche interne che il bambino sta vivendo quali il gioco della bambola, il gioco del dottore, il gioco a nascondino, attraverso questi giochi il bambino drammatizza una punizione o proibizione subita.

6-10

Nell’età della fanciullezza i giochi diventano di gruppo e con regole, questo permette al bambino di sperimentare lo stare con gli altri attraverso giochi strutturati, le regole diventano funzionali ad un migliore funzionamento del gioco. Da questo momento in poi, il fanciullo partecipa ai sentimenti e alle emozioni dei coetanei, vige nel dominio delle interazioni sociali, nel reciproco scambio affettivo e intellettuale tra i singoli e gli aggregati umani, una relazione circolare che il De Sanctis ha denominato legge del ciclo.

Gli individui creano l’ambiente psichico, ma questo a sua volta crea l’esperienza degli individui; è l’ambiente psichico che fa gli individui quelli che sono, ma sono gli individui che fanno l’ambiente psichico quello che è.