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"Il gioco è la cultura dei bambini, reale e sociale "

Nella prima infanzia l’affettività ha un intensa carica di energia che produce un naturale atteggiamento egocentrico ed estroverso, e la scarsa evoluzione mentale ostacola la piena partecipazione affettiva alle vicende dell’ambiente. Dominato dal fascino delle esperienze sensoriali e motorie, il bambino manifesta una spiccata tendenza a soddisfare le richieste istintivi-affettive della sua individualità senza preoccuparsi affatto delle esigenze altrui: vive soltanto per se stesso e desidera tutte le cose per cui sente una attrazione emotiva.

Ma già nel periodo iniziale della fanciullezza, quando i primi rapporti sociali provocano una riduzione dell’egocentrismo, a mano a mano sempre più accentuata, comincia la trasformazione dei sentimenti egoistici in quelli altruistici. Superato il mondo magico-animistico della prima e seconda infanzia, il fanciullo rivolge l’attività verso l’esterno. La scuola segna una svolta di grande importanza nella vita del bambino: libero incerto qual modo dai legami della famiglia, inizia molteplici relazioni sociali feconde di sviluppi.

La cooperazione, l’emulazione, il desiderio di primeggiare, l’impulso a proteggere i compagni più deboli o il bisogno di protezione, la tendenza al dominio o alla passività, al comando o alla subordinazione, alla solitudine o alla socievolezza, si manifestano nelle nuove attività ludiche che preparano alla vita adulta. Il fanciullo cessa di giocare da solo e preferisce unirsi agli altri coetanei.

Parten, psicologa americana, ha studiato il gioco dei bambini nella scuola materna, e lo ha decritto in base alla natura e al grado del coinvolgimento sociale. La Parten ha pure osservato che, col passare degli anni, vi è una diminuzione dei giochi non sociali ed un aumento di quelli sociali e collaborativi.

Età/anni Descrizione
2-3 Nel gioco solitario il piccolo si diverte con i suoi giocattoli da solo, senza curarsi di stare assieme o di parlare ai compagni; a volte, riguarda mentre giocano senza però unirsi ad essi.
4-6 Col gioco parallelo il piccolo gioca in modo indipendente accanto agli altri ma non con loro; per quanto siano vicini e con giocattoli analoghi, i bambini non hanno rapporti.
6-8 Col gioco associativo il bambino ha rapporti con gli altri, scambia i giocattoli con loro, corre con il triciclo e tenta di dirigerne il comportamento; ciascun bambino agisce comunque per conto suo e non c’è divisione dei compiti né coordinamento delle attività ludiche.
8-11 Col gioco in collaborazione i bambini cominciano a coordinare assieme le attività ludiche; in questo genere di gioco, i membri si assumono responsabilità differenziate, e spesso si sentono parte di un gruppo.
Quadro sintetico degli interessi, attività ludiche e forme di comportamento nell’età evolutiva.
Tappe Evolutive Interessi Prevalenti Attività Ludiche Forme di Comportamento

Prima infanzia:
da 0 a 3-4 anni
Interessi funzionali: Psicosensoriali e Psicomotori. Giochi spontanei individuali: Psicosensoriali e Psicomotori. Comportamento soggettivo ed egocentrico.
Seconda infanzia:
da 4 a 6-7 anni
Interessi soggettivi: Senso-percettivi e glossici, interessi concreti orientati verso il mondo esterno. Giochi spontanei, soprattutto individuali: Psicosensoriali, Psicomotori ed intellettuali
Comportamento egocentrico e globalizzatore.
Fanciullezza:
da 7 a 13-14 anni

Interessi oggettivi: amore per il sapere, curiosità, istinto di proprietà; interessi astratti: bisogno della realtà vissuta soggettivamente, tendenza a cogliere relazioni causali e nessi logici.

Giochi intellettuali e sociali, soprattutto collettivi. Ricerca impellente del compagno.

Comportamento analitico e sintetico.

Adolescenza:
da 14 a 20 anni circa

Interessi sociali, razionali, estetici, morali e religiosi.

Giochi intellettuali e sociali: in prevalenza recitativi e sportivi. Ricerca del gruppo

Comportamento egoistico e altruistico: in perenne conflitto. Comportamento instabile e prevalentemente affettivo. Si plasma il carattere

Il gioco, comunque diviene un’attività veramente sociale e veramente collaborativi solo con l’entrata nella scuola elementare e l’uscita dall’egocentrismo: quando il bambino tenta di avere la meglio sugli altri, ma si rende pure conto che tutti debbono seguire le stesse regole.