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"Il gioco è la cultura dei bambini, reale e sociale "

Dopo l’ “io sono ciò che mi viene dato” dalla fase della fiducia, dopo l’ “io sono ciò che voglio” della fase dell’autonomia, dopo l’ “io sono ciò che posso immaginare di essere” della fase dell’iniziativa, gli anni della scuola sono caratterizzati dalla convinzione “io sono ciò che imparo a fare da solo e con gli altri”, in altre parole, il bambino vuole che gli si insegni come cavarsela nelle cose pratiche e come agire con gli altri, vuole provare “l’ingresso nella vita sociale”.

La composizione dei gruppi varia con l’età dei suoi componenti: da quelli misti alla netta separazione tra i sessi.Al di fuori della dimensione familiare, in cui ognuno si trova inserito dalla nascita senza possibilità di scelta, esistono vari criteri che guidano il bambino nella scelta di un determinato gruppo. Un primo elemento alla base di questa scelta è la similarità, cioè il sentire che al suo interno c’è qualcosa di simile a lui che lo attrae. Un altro elemento è quel sentimento di appartenenza che si può anche chiamare affiliazione: è ciò che fa avvicinare la natura del gruppo alla figura materna, per cui si parla in termini psicanalitici di “gruppo-madre”, anche per le sue citate caratteristiche di circolarità. Inoltre, l’inserimento del gruppo può garantire al bambino una forma di difesa psicologica grazie all’affetto, all’amicizia e al sostegno che può incontrare, che sembrano metterlo al riparo dal pericolo dell’isolamento e dell’esclusione.

A partire dall’infanzia, l’appartenenza al gruppo fa sì che accanto alle attività di gioco si costruiscano progressivamente forme di condivisione di sentimenti, segreti, interesse e problemi.

Il gruppo fornisce uno status, un’identità, una sicurezza di fronte alle molteplici trasformazioni che si devono affrontare. Gli studi di psicologia sociale individuano così nel gruppo una forma di aggregazione che assume progressivamente più importanza a partire dalla preadolescenza. Le bande di preadolescenti si costituiscono inizialmente fra individui appartenenti allo stesso genere sessuale, che tendono ad escludere membri dell’altro sesso e a compiere assieme attività di tipo esplorativo, costruttivo o competitivo con l’importante funzione di permettere esperienze personali al di fuori del sostegno familiare ma allo stesso tempo non in condizioni di isolamento. Durante l’adolescenza la banda si trasforma nella compagnia in cui sono presenti membri di entrambi sessi e in cui le condizioni sociali di provenienza sono generalmente più omogenee. Nella compagnia si esplora la relazione con l’altro sesso e si costruisce la propria immagine confrontandosi con gli altri e sperimentando i diversi ruoli possibili nell’interazione sociale col gruppo.