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Competenze del bambino

 

Competenze motorie

Per quanto riguarda la motricità di base, N. ha acquisito tutte le competenze in modo adeguato all’età: esegue i passaggi posturali con facilità e senza bisogno di aiuto o di appoggi, gli spostamenti vengono effettuati utilizzando un repertorio motorio ricco e variabile (rotoloni, gattonamento, cammino, corsa), sebbene, spesso, essi non vengano utilizzati dal bambino in maniera finalistica. La deambulazione appare coordinata, con equilibrio stabile e tono adeguato, mentre la corsa risulta ancora un po’ immatura, con una scarsa coordinazione nel movimento dei quattro arti, base di appoggio allargata, ginocchia eccessivamente flesse e difficoltà a mantenere la direzione di marcia e a fermarsi (spesso si butta per terra o va a sbattere contro un ostacolo); il controllo motorio risulta globalmente carente.

Per saltare sul posto, più che darsi una spinta verso l’alto, il bambino tende a lasciarsi cadere a terra, mentre riesce a saltare correttamente da un punto elevato ad un punto più in basso specie se è aiutato da un adulto che lo tiene per mano.

La lateralizzazione risulta ancora non acquisita: N. utilizza indifferentemente le due mani per afferrare gli oggetti (solitamente la destra se l’oggetto si trova sul lato destro del piano d’appoggio e la sinistra se l’oggetto è posto sul lato sinistro) e non presenta un uso differenziato delle mani in base alla funzione, ma entrambe vengono utilizzate talvolta per tenere e talvolta per manipolare.

La motricità fine appare un po’ impacciata. N. infatti non riesce bene a regolare il tono delle mani durante le attvità di manipolazione: giocando con il Didò, ad esempio, ha difficoltà a fare una pallina perché non riesce a tenere la mano rigida e piatta mentra fa ruotare il Didò sotto il palmo, oppure, nel fare la “pizza”, non riesce a modulare la pressione da esercitare con le dita per dare al Didò la giusta forma schiacciata (o lo lascia uno spessore eccessivo, o fa dei buchi profondi nella pasta).

La prensione è comunque buona: acquisita la pinza superiore, con adeguata capacità di preadattamento della presa alla forma dell’oggetto.

Abbastanza adeguate anche la coordinazione occhio-mano e occhio-piede.

Competenze linguistiche

Il bambino presenta importanti difficoltà sia nella produzione che nella comprensione del linguaggio.

L’espressione linguistica è costituita principalmente da singole parole, spesso storpiate e ripetute dall’adulto, o da vocalizzi modulati e suoni onomatopeici (per esempio, il rumore della macchina, il verso del cavallo, ecc.).

La parola-frase viene utilizzata raramente ed è sempre riferita ad oggetti, persone o situazioni presenti.

Spesso, quando gli viene fatta una domanda, N. ripete l’ultima parola che l’adulto dice, invece di rispondere subito.

Il bambino, a volte, utilizza gesti convenzionali codificati, come, ad esempio, fare “ciao” con la mano, o il pointing per rispondere alle richieste dell’adulto e per indicare oggetti interessanti. Assenti, invece, i gesti referenziali.

La comprensione è molto compromessa: N. riesce a capire semplici messaggi verbali riferiti al contesto presente e, per comprendere un comando e rispondere correttamente alle richieste, spesso ha bisogno di un’indicazione gestuale o che l’adulto gli mostri ciò che deve fare.

Competenze cognitivo-relazionali

N. mostra interesse sia per gli oggetti che per le persone; guarda spesso l’adulto, ne segue gli spostamenti nello spazio e lo cerca anche quando esce dal suo campo visivo (ad esempio, se la terapista si allontana dalla stanza).

Accetta quasi sempre gli oggetti che gli vengono proposti, li dà e li scambia sia spontaneamente che su richiesta; l’uso degli oggetti è comunque piuttosto stereotipato: tende a ripetere le azioni e mostra piacere nella manipolazione degli oggetti più come attività sensoriale che non per l’utilizzo funzionale o simbolico di essi.

Le azioni sono sempre piuttosto semplici e isolate: se si prova a chiedergli di compiere una sequenza anche breve di azioni concatenate, il bambino perde subito l’attenzione e mette in atto comportamenti evasivi (si rotola, corre di qua e di là, fa le smorfie, si agita in maniera afinalistica).

Competenze grafo-motorie

Inizialmente il bambino mostrava una notevole ipersensibilità tattile, che si manifestava nella reazione di diffidenza e, quasi, di timore per l’uso delle tempere a dita: non voleva mettere la mano nel barattolo del colore e, se la terapista gli sporcava le dita con la tinta, N. restava rigido e immobile con la mano sollevata. Dopo le prime volte, il bambino è riuscito a sciogliersi e a scoprire il piacere di questo goco. Adesso, infatti, si diverte molto a colorare con le tempere a dita, anche se sembra più interessato alla sensazione che proviene dal fatto di sporcarsi le mani con i colori, che non al piacere di lasciare una traccia su un foglio bianco.

Esegue prevalentemente sfregamenti con la mano aperta e, solo con l’aiuto della terapista, riesce a fare linee o punti con un dito.

Non è stato osservato lo scarabocchio con matite o penarelli.

Utilizza materiale plastico, anche se la manipolazione appare fine a se stessa: stringe e spezzetta il Didò, ma fa fatica a modellarlo e a dargli una forma riconoscibile (ad esempio, fare una pallina o un serpente); può riuscirci solo se la terapista lo aiuta attraverso indicazioni verbali, e soprattutto, offrendogli una guida fisica (ad esempio, tenendo la sua mano sopra quella del bambino).

 

Caratteristiche del bambino

 

Posture

L’assetto posturale del bambino è variabile e generalmente funzionale allo scopo, anche se spesso viene compromesso da una motricità caotica e non finalizzata (che si presenta, soprattutto, quando il bambino è stanco, o quando gli vengono fatte richieste troppo difficili), che lo porta a perdere l’obiettivo dell’azione che stava facendo.

Non si evidenziano posture privilegiate né caratteristiche particolari della postura.

I passaggi posturali sono eseguiti velocemente, in modo fluido e senza bisogno di aiuto.

La mimica gestuale è piuttosto scarsa e non viene usata per compensare la funzione linguistica, anch’essa molto carente.

Anche la mimica facciale appare piuttosto povera; in alcuni momenti N. sembra “incantato”: si blocca per qualche istante, come a fissare il vuoto, con espressione assente, e, per recuperare la sua attenzione, occorre richiamarlo anche più volte.

Richiede spesso lo sguardo dell’adulto e lo guarda in modo diretto.

Spazio

N. utilizza lo spazio in modo differenziato, esplora l’ambiente soprattutto attraverso il movimento, ma in modo caotico e poco organizzato, e condivide volentieri lo spazio di gioco con gli altri (prevalentemente adulti).

Lo spazio interpersonale è quasi sempre molto ravvicinato, gradisce il contatto corporeo e spesso lo ricerca attivamente; accetta il movimento passivo e gli piace molto essere dondolato, trascinato, sballottato e sperimentare disequilibri, a cui regaisce ridendo, gridando divertito e mettendo in atto risposte posturo-motorie qualitativamente e quantitativamente adeguate.

Tempo

Il ritmo dell’azione è generalmente veloce, anche se, a volte, viene rallentato dalle difficoltà di comprensione del bambino, e la permanenza in un’attività è molto ridotta: solo se adeguatamente stimolato e contenuto, N. riesce a portare avanti un gioco anche per tempi piuttosto lunghi.

Con la presenza di un adulto che organizza il gioco e struttura il setting in modo adeguato, raramente N. si oppone alle proposte che gli vengono fatte o interrompe l’attività.

Se non viene considerato, sa attendere per un tempo prolungato senza protestare o lamentarsi, ma muovendosi o giocando con qualche oggetto.

Voce

N. usa la voce per ripetere le parole che dicono gli adulti, per comunicare i bisogni primari, per chiedere oggetti e, a volte, per rispondere a domande.

Il volume della voce è sempre abbastanza basso e il tono piuttosto modulato.

Oggetti

N. è in grado di utilizzare senza difficoltà oggetti diversi, sia grandi che piccoli, sia duri che morbidi, accompagnandone l’uso con lo sguardo e, qualche volta, con la voce. Non ha bisogno di giocare sempre con le stesse cose, ma manifesta più gioia ed entusiasmo quando gli viene presentato un gioco che già conosce e che gli piace, piuttosto che quando gli vengono presentati giochi che non ha mai visto (verso i quali, inizialmente, si mostra sempre un po’ diffidente).

Tra gli oggetti preferiti da N. possiamo indicare la palla di stoffa con il sonaglio, il telo colorato e il tunnel.

L’uso degli oggetti è prevalentemente sensomotorio e le azioni che compie con essi sono: tirare fuori/mettere dentro, manipolare, lanciare.

Azione

L’azione è, di solito, piuttosto stereotipata, ripetitiva e senza scopo, se non interviene l’adulto a strutturarla e ad introdurre elementi di variabilità.

N. riesce a passare facilmente da un’azione all’altra, restando comunque nel contesto: difficilmente interrompe l’azione in modo brusco, allontanandosi o iniziandone un’altra; quando è stanco o annoiato perde l’attenzione verso ciò che stava facendo e mette in atto comportamenti di evasione (es. rotolarsi, guardarsi allo specchio, ecc.), ma non prende quasi mai nuovi giochi.

Accetta facilmente nuove proposte e cambiamenti, è interessato all’azione dell’adulto (soprattutto se questi la enfatizza e si rivolge direttamente a lui) e, talvolta, prova ad imitarla.

Manifestazioni emotive

Nell’interazione il bambino si mostra quasi sempre sereno e tranquillo, sorridendo, giocando, cercando il contatto con l’adulto, ecc. Piange raramente e difficilmente in modo disperato o inconsolabile: quando è triste o arrabbiato manifesta il suo stato d’animo con l’espressione del volto, oppure cercando di rimanere in collo alla mamma o alla nonna; se si insiste un po’ per separarlo, dopo un primo momento di protesta, si tranquillizza ed inizia a giocare.

E’ un bambino molto socievole e affettuoso, sorride alle persone conosciute e si mostra un po’ diffidente verso gli estranei.

Capisce quando l’adulto è arrabbiato con lui e reagisce bloccandosi e facendo un’espressione cupa.

Gioco

N. non è capace di organizzare il gioco autonomamente ed è sempre necessario che l’adulto intervenga per strutturare l’attività (che altrimenti risulta caotica e dispersiva) e per inserire le azioni in una cornice di gioco; una volta che l’adulto ha costruito la cornice, non sempre il bambino riesce a riconoscerla e a comprenderla e fa molta fatica ad uscire da un gioco puramente sensoriale o corporeo, fine a se stesso.

Le proposte di gioco sono molto rare e piuttosto deboli: ad esempio, prende la palla ed inizia a lanciarla, aspettando che qualcuno gliela rilanci, ma quasi mai chiama l’adulto con la voce per cercare di coinvolgerlo nel gioco.

Preferisce il gioco sensomotorio: si diverte a correre, a rotolarsi, a farsi fare il solletico, a saltare, a buttarsi per terra, ecc. ricercando variazioni di tipo tonico, posturale e spaziale.

Riesce a fare alcuni giochi motori (es. giochi con la palla), ma fa fatica a rispettare anche regole molto semplici (ad esempio, restare seduto al proprio posto, indicare la persona a cui vuole lanciare la palla, fermare la palla con le mani quando gli viene passata prima di tirarla ad un altro giocatore, ecc.).

Il gioco simbolico è quasi del tutto assente: solo rare volte può comparire qualche debole accenno su imitazione del gioco dell’adulto.

Grafo-motricità

Gli piace tracciare segni con le mani, o altre parti del corpo, su fogli grandi, ma tende a rimanere sempre nello stesso punto, invece che riempire gli spazi vuoti.

Con le tempere a dita il bambino tende a prendere una quantità eccessiva di colore e a strofinare le mani una contro l’altra: il suo divertimento sta più nel provare la sensazione di avere le mani sporche e bagnate, che non nell’attività di disegno vera e propria.

Spesso sovrappone i colori e non è interessato a dare una forma o un significato a ciò che rappresenta.

Anche nell’uso del Didò, N. sembra maggiormente attratto dalla percezione della morbidezza del materiale e dall’attività manipolatoria fine a sé stessa, più che a dare ad esso una forma riconoscibile.

 

Indice

INTRODUZIONE
Presentazione del Centro
 
  1. Genitorialità, famiglia e disabilità
    1. La famiglia nei confronti della disabilità 
    2. L'intervento centrato sulla famiglia
      1. Oltre la patologia: un nuovo approccio alle famiglie con figli disabili
      2. Le famiglie, protagoniste dell’intervento
  2. Il caso di N. 
    1. Anamnesi e informazioni cliniche
      1. Il ricovero alla Fondazione "Stella Maris" 
    2. Osservazione e valutazione
      1. Applicazione della scheda Berti-Comunello
        1. Competenze del bambino 
        2. Caratteristiche del bambino
    3. Relazione madre-bambino
      1. Osservazione non strutturata durante il soggiorno estivo a Marina di Massa 
      2. Prima seduta di osservazione in stanza di terapia
    4. Valutazione testistica
      1. Lo strumento  
      2. Struttura del test
      3. Risultati ottenuti alla valutazione della madre di N. e interpretazione dei punteggi
      4. Allegati:
        1. Modulo per le risposte
        2. Foglio di scoring
        3. Foglio di profilo
  3. Il progetto riabilitativo
    1. Intervento neuropsicomotorio individuale
      1. Strategie di intervento e descrizione del percorso riabilitativo
    2. Intervento parallelo sulla coppia madre-bambino
      1. Ipotesi di intervento: il gioco come strumento terapeutico
    3. Descrizione dell’intervento
      1. Prima seduta “ Il corpo”
      2. Seconda seduta “Il percorso”
      3. Terza seduta “Il mare”
      4. Quarta seduta “La cucina”
 
CONCLUSIONI
COMMENTO AL VIDEO
BIBLIOGRAFIA
Ringraziamenti
 
 Tesi di Laurea di: Rachele SFORZI