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La Posizione seduta
A sette mesi
grazie al raggiungimento della nuova postura: la  posizione seduta, la visione che può avere il bambino della realtà circostante è ancora più estesa. La posizione seduta  richiede molto equilibrio a questa età, ma dato che i muscoli del busto non sono ancora abbastanza forti da sostenerla per mantenere quello equilibrio dovrà avvalersi dell’aiuto delle mani e dei piedi.

Questa posizione permette una visione dell’ambiente circostante più autonoma e con più angolature, infatti per la prima volta percepisce di essere una creatura indipendente, ma non ancora del tutto.
A sette mesi, il busto del bambino pesa più della parte inferiore, il suo baricentro è più alto quindi tende a cadere, anche quando il piccolo impara a sedersi, mantenere l’equilibrio quando si allunga è ancora una difficoltà, in qualsiasi momento un gesto inconsulto può fargli perdere l’equilibrio. In ogni fase dello sviluppo motorio c’è una nuova postura da acquisire, ognuno di questo porta il bambino più vicino alla posizione eretta, nel frattempo continua ad esercitarsi riprovando e riprovando.
Una volta che il bambino acquisisce il controllo sull’equilibrio nella posizione seduta, il bambino deve imparare a mantenerlo mentre si tende in qualsiasi direzione, questo gesto richiede che testa, braccia, occhi e gambe lavorino insieme collaborando.
Se viene posto un giocattolo che suscita l’interesse dietro la schiena di un bambino di circa sette mesi che sta in posizione seduta, per essere da lui afferrato deve mettere in pratica un’azione che richiede uno sforzo armonico da parte del suo corpo. Innanzitutto deve situarlo nello spazio, capire se rientra nella sua portata, alzare il braccio e stabilizzare testa e mano, ma a questa età è difficile compiere tutto ciò contemporaneamente, soprattutto se non è stato ancora acquisito una buona posizione seduta.
Ma dopo qualche settimana  dopo aver stabilizzato la posizione seduta, quando viene attratto da un giocattolo, sa che deve pianificare la sua azione stabilizzando prima testa e busto, il suo corpo oscilla tentando di non cadere, apporta le modifiche necessarie e poi si allunga ed afferra.*

*“Reaching Behind” Esther Thelen’s Lab Indiana University, USA