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Al termine di questo anno che mi ha visto impegnata in un percorso riabilitativo  psicomotorio con bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico, sebbene il campione dei casi sia limitato, vorrei trarre delle conclusioni anche in virtù dei dati  pervenuti dalla Scala Vineland.

Si è notato che, grazie al trattamento attraverso le linee guida TEACCH e dell’intersoggettività, i bambini osservati hanno presentato un miglioramento nell’area dell’Espressione, che è risultato più evidente nei bambini autistici verbali rispetto ai non verbali. Questo può ricollegarsi alla gravità del disturbo: nei bambini non verbali con autismo le abilità comunicative sono più deficitarie, rispetto ai bambini verbali, che presentano maggiori problematiche nella prosodia, nel tono e nei turni della conversazione.

Si è verificato un miglioramento delle competenze nell’area dell’Espressione nei bambini autistici non verbali, in seguito alla proposta da parte del terapista di strumenti necessari per comunicare con modalità pre-verbali, gestuali e corporei, potendo così essere più comprensibili per gli adulti e ricevere gli aiuti necessari. Questo ha portato ad un miglioramento nelle qualità di vita di questi bambini, favorito da un riconoscimento della figura di riferimento.

Si è anche riscontrato che l’area con cambiamenti meno evidenti, in tutti e quattro bambini, è quella della Ricezione. Soprattutto i bambini non verbali mostrano ancora difficoltà nel prestare attenzione ad un’attività e nel dare ascolto all’adulto. Mentre i bambini autistici verbali, grazie al trattamento, hanno aumentato i tempi di condivisione e d’attenzione al compito, finalizzando semplici compiti e dimostrando di comprendere gli stimoli provenienti dall’ambiente.

Per i bambini autistici verbali, si è notato un miglioramento in tutte e tre le aree analizzate (Ricezione, Espressione e Relazioni Interpersonali): hanno migliorato l’attenzione sostenuta e congiunta e, oltre ad aver acquisito nuove abilità di linguaggio, hanno sviluppato anche le competenze non verbali della comunicazione (tono, prosodia e rispetto dei turni). Tutto questo ha portato ad un miglioramento nelle relazioni con le persone, soprattutto con i familiari, come è mostrato nei grafici dei livelli di funzionamento.

La Scala Vineland è risultato quindi un buon strumento per descrivere le capacità comunicative e relazionali dei bambini con Disturbo Autistico, permettendo ai terapisti di focalizzare le problematiche principali e quindi trovare le strategie più adeguate ed utili ai fini del loro trattamento.

Inoltre si è notata la necessità di somministrare la Scala Vineland in periodi di tempo distanti tra loro, per ottenere dei miglioramenti rilevanti sulle abilità dei bambini. Per questo motivo è stato richiesto, inizialmente, ai genitori di ricordare le caratteristiche dei loro figli al tempo della loro presa in carico. Questa Scala, somministrata in tempi a distanza più ravvicinata, non permette di avere risultati molto evidenti, nonostante la complessità del Disturbo Autistico richieda tempi dilatati per mostrare i primi miglioramenti.

La Vineland è ideale per una valutazione degli obiettivi di trattamento a lungo termine; per questo è necessario che essa sia accompagnata ad uno strumento più sensibile, in grado di stabilire gli obiettivi a breve termine.

Infine è sorta un’ultima considerazione durante il percorso di questo lavoro: la Scala Vineland ha permesso anche di valutare la presa di coscienza della situazione del bambino da parte dei genitori. In questo gioca un ruolo molto importante anche la funzione del terapista che deve cercare di far di far comprendere ai genitori le problematiche del bambino, in modo tale che possano in esse riconoscersi al fine di favorire le sue abilità e accettare i suoi limiti. Solo in questo modo si potrà creare un ambiente familiare che favorisca lo sviluppo del bambino.

 

Come scrisse Michael Rutter, autistico, a Uta Frith…” Gli sembrava che le altre persone possedessero un senso speciale mediante cui potevano leggere i pensieri degli altri e anticipare le loro reazioni ed emozioni; loro sapevano come evitare di irritare il prossimo, mentre lui faceva sempre dei passi falsi, senza accorgersi di stare facendo o dicendo la cosa sbagliata finché l’altra persone non si arrabbiava o contrariava”.

Indice

 

RIASSUNTO

 

PREMESSA

   
Capitolo 1 1 . LE CAPACITA' SOCIO-COMUNICATIVE NELLO NEL BAMBINO CON SVILUPPO TIPICO E CON AUTISMO
 

1.1. Tappe dello sviluppo della comunicazione e della relazione

 

1.2. Caratteristiche del disturbo della Comunicazione e dell'Interazione Sociale nel Disturbo Autistico

  1.3. La Teoria della Mente - Tesi di Laurea
  1.4. Ipotesi Neurobiologiche dei Disturbi Socio-Comunicativi nel Disturbo Autistico
   
Capitolo 2 2. MODALITA' DI TRATTAMENTO PER BAMBINI AUTISTICI
 

2.1. Uno spazio e un tempo per una nuova alleanza con il Bambino Autistico

  2.2. Promuovere la comunicazione in:
 

2.2.1. Promuovere la comunicazione nei Bambini Autistici NON Verbali

 

2.2.2. Promuovere la Comunicazione nei Bambini Autistici Ecolalici

 

2.2.3. Promuovere la Comunicazione nei Bambini Autistici Verbali

 

2.3. Promuovere le Abilità Sociali nei Bambini Autistici

  • 2.3.1. Insegnare ai bambini con autismo a "leggere" le situazioni sociali
  • 2.3.2. Cognitive Picture Rehearsal: un sistema per insegnare l'autocontrollo
  2.4. TEACCH - Le critiche a questa metodologia
Capitolo 3 3. Essere genitori di un bambino autistico: difficoltà di riconoscimento dei segnali di disfunzionamento e difficoltà di risposta ad una diagnosi di autismo
   
Capitolo 4 4. OBIETTIVI DI LAVORO:
  4.1. Presentazione della Vineland: Adaptive Behavior Scales - Forma Completa
 

4.2. Bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico - Storia clinica dei casi in esame e trattamento riabilitativo

 

4.3. Strumenti e giochi

  4.4. Risultati della Scala Vineland
   
 

5. CONCLUSIONI

 

BIBLIOGRAFIA

 

APPENDICE

   
  Tesi di Laurea di: Antonella PALAZZO