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Obiettivi: con questo lavoro si è voluto descrivere le caratteristiche comunicative e relazionali dei bambini con Disturbo dello Spettro Autistico attraverso l’utilizzo della Scala Vineland, per una miglior conoscenza dei loro punti di forza ai fini del trattamento psicomotorio.

Contenuti: I bambini affetti da Disturbo Autistico fin dai primi mesi di vita presentano modalità comunicativo-relazionali distorte  rispetto alle normali traiettorie di sviluppo: difficoltà nell’intersoggettività primaria e, in seguito, in quella secondaria e problematiche nella comunicazione pre-verbale e verbale.

Si è sottolineato come la modificazione di queste abilità non è dovuta solo dall’ambiente con cui interagisce il bambino, ma da un alterato sviluppo delle strutture cerebrali e delle concentrazioni di specifici neurotrasmettitori.

Sulla base di ciò è stato descritto il trattamento per questi bambini, che si basa, innanzitutto, sull’attenta strutturazione dello spazio della stanza di terapia e sull’organizzazione del tempo, in modo tale che l’ambiente sia chiarificatore per il bambino e gli dica come comportarsi. Nel trattamento è importante la prevedibilità, la ripetizione dell’azione e la cura per la motivazione.

Per i bambini autistici non verbali, che fanno fatica a riferirsi agli altri per comunicare, anzi non ne sentono l’esigenza, si cerca di trovare per loro le strategie adatte a sviluppare l’intenzione comunicativa. È meglio utilizzare oggetti o azioni che piacciano al bambino per poter avere come oggetto di comunicazione qualcosa d’interessante che lo stimoli alla comunicazione. A questi bambini vengono presentati dei sistemi alternativi per comunicare.

Invece per i bambini che hanno acquisito l’utilizzo del linguaggio, però in maniera ecolalica, la terapia si basa  sullo sviluppo della funzionalità del linguaggio, inerente al contesto e/o all’azione in atto.

Per i bambini verbali che utilizzano il linguaggio in modo più funzionale si cerca di sviluppare in loro una maggior modulazione della prosodia, del tono, di tutte le componenti non verbali del linguaggio e il rispetto dei turni di conversazione. Insomma si cerca di portare il loro linguaggio automatico e ripetitivo ad un linguaggio più di tipo creativo.

Una miglior comunicazione migliora la qualità delle relazione con le persone.

Per promuovere le abilità sociali, sono state sperimentate delle strategie, le storie sociali e la Cognitive Picture Rehearsal, che risultano più idonee per bambini con un QI elevato, con abilità relazionali elevate e con una maggior comprensione del linguaggio altrui.

Inoltre è stato descritto brevemente come vivono i genitori la condizione di disabilità  del bambino, come reagiscono nei suoi confronti e come si relazionano con le figure professionali che si prendono cura del loro bambino.

Attraverso la descrizione di quattro casi clinici e del loro trattamento, sono stati mostrati gli strumenti e le strategie utilizzati dai terapisti, che hanno portato a dei miglioramenti nel corso del tempo, come è stato rilevato dall’intervista della Vineland. Da questa è emerso il livello di funzionamento nell’area della comunicazione e nella relazione di ciascun bambino.

Conclusioni: dai dati emersi, l’area del linguaggio ricettivo si sviluppa meno velocemente rispetto a quello espressivo. In generale i miglioramenti si sono riscontrati maggiormente nei bambini autistici verbali rispetto ai non verbali.

È stato possibile anche esaminare l’esame di realtà della situazione dei bambini da parte dei loro genitori e come questo influisca sullo sviluppo di loro figlio.

 

Indice

 

RIASSUNTO

 

PREMESSA

   
Capitolo 1 1 . LE CAPACITA' SOCIO-COMUNICATIVE NELLO NEL BAMBINO CON SVILUPPO TIPICO E CON AUTISMO
 

1.1. Tappe dello sviluppo della comunicazione e della relazione

 

1.2. Caratteristiche del disturbo della Comunicazione e dell'Interazione Sociale nel Disturbo Autistico

  1.3. La Teoria della Mente - Tesi di Laurea
  1.4. Ipotesi Neurobiologiche dei Disturbi Socio-Comunicativi nel Disturbo Autistico
   
Capitolo 2 2. MODALITA' DI TRATTAMENTO PER BAMBINI AUTISTICI
 

2.1. Uno spazio e un tempo per una nuova alleanza con il Bambino Autistico

  2.2. Promuovere la comunicazione in:
 

2.2.1. Promuovere la comunicazione nei Bambini Autistici NON Verbali

 

2.2.2. Promuovere la Comunicazione nei Bambini Autistici Ecolalici

 

2.2.3. Promuovere la Comunicazione nei Bambini Autistici Verbali

 

2.3. Promuovere le Abilità Sociali nei Bambini Autistici

  • 2.3.1. Insegnare ai bambini con autismo a "leggere" le situazioni sociali
  • 2.3.2. Cognitive Picture Rehearsal: un sistema per insegnare l'autocontrollo
  2.4. TEACCH - Le critiche a questa metodologia
Capitolo 3 3. Essere genitori di un bambino autistico: difficoltà di riconoscimento dei segnali di disfunzionamento e difficoltà di risposta ad una diagnosi di autismo
   
Capitolo 4 4. OBIETTIVI DI LAVORO:
  4.1. Presentazione della Vineland: Adaptive Behavior Scales - Forma Completa
 

4.2. Bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico - Storia clinica dei casi in esame e trattamento riabilitativo

 

4.3. Strumenti e giochi

  4.4. Risultati della Scala Vineland
   
 

5. CONCLUSIONI

 

BIBLIOGRAFIA

 

APPENDICE

   
  Tesi di Laurea di: Antonella PALAZZO