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"Se volete sapere come ci si sente quando si è impossibilitati a comunicare, andate ad una riunione e fingete di non poter parlare. Usate le mani ma non carta e matita, perché queste generalmente non possono venir usate da persone con gravi disabilità fisiche, impossibilitate ad esprimersi verbalmente. Sarete circondati da persone che parlano: che parlano davanti a voi, dietro di voi, intorno a voi, sotto di voi, attraverso voi ed anche per voi, ma mai con voi. Voi verrete ignorati finché vi sentirete come un elemento dell'arredamento".

( Creek, un giovane con paralisi cerebrale )

 

 


 

Purtroppo l'handicap motorio è particolarmente evidente nelle PCI, soprattutto se il disturbo del tono altera la mimica e la postura; questo fa sì che bambini con livello intellettivo buono o discreto siano socialmente accettati o inseriti meno bene di quanto il loro patrimonio cognitivo consentirebbe, anche perché la produzione del linguaggio può essere ridotta o distorta dal deficit tonico-motorio.

L' approccio rivolto al bambino in quanto persona deve essere centrato sulla globalità, allo scopo di favorire o restaurare anche la comunicazione.Tale globalità va intesa come stretta unione tra la struttura somatica, quella affettiva e quella cognitiva e si esprime attraverso l'azione, con la quale il bambino ci racconta tutta la sua affettività, i suoi desideri, ma anche le sue possibilità di comunicazione e concettualizzazione.

L'obiettivo principale con bambini con PCI quindi non deve essere solo centrato al raggiungimento di una motricità più armonica e fluida ma deve mirare soprattutto ad far acquisire nel bambino una maggiore accettazione delle problematiche e il superamento dei pregiudizi creando una rete di interazioni sociali significative.

Il bambino vive nel mondo e con il mondo, se si perde di vista questo elemento si può cadere nell'errore di togliere un aspetto fondamentale per una crescita fisiologica e psicologica adeguata.

L'esperienza con questo tipo di patologia induce a molte riflessioni, ad osservazione che in qualche maniera influenzano il modo di pensare ed interagire.

Questi bambini soffocati da un corpo che non riesce a dirsi, cercano in tutti modi di ritrovare il giusto equilibrio, tra strategie ed apprendimenti, ma a volte basterebbe solo un po' di ascolto e condivisione per farli sentire nel mondo.