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Il corpo è l’elemento su cui si innesta la comunicazione non verbale in terapia neuropsicomotoria.

La comunicazione non verbale viene anche definita analogica (in contrapposizione a quella verbale - digitale), poiché fa riferimento ad un sistema che informa continuamente sullo stato delle cose (emozioni, desideri, pensieri, bisogni). Rispetto alla comunicazione digitale, la comunicazione analogica è più primitiva, e numerose ricerche di etologi ed antropologi hanno dimostrato come tale comunicazione informi principalmente sul rapporto tra individui e tra individui ed ambiente . Per cui si occupa di «comunicare i rapporti in quanto tali» [2]. La comunicazione analogica ha il suo punto debole nell’imprecisione di codifica e nell’impossibilità di negazione (infatti è impossibile non comunicare), contrapponendosi invece a quella digitale che è descrittiva, precisa, e ha un organizzazione sintattica che la rende univoca nella comprensione.

Le categorie analogiche sono lo spazio, il tempo, il tono muscolare, le posture il movimento, gli oggetti e la produzione fonica. Nonostante facciano parte di un tutt’uno (la comunicazione non verbale) risulta indispensabile trattarle separatamente affinché se ne comprenda il senso.

 


[2] Cfr. Il labirinto e le tracce, una ricerca di terapia attraverso la comunicazione non verbale, pg 15, E.Berti,F.Comunello,N.Savino, Giuffrè Editore, Milano,1988