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Il processo di sviluppo psicomotorio è caratterizzato dall’acquisizione di abilità motorie e cognitive che permettono al bambino di interagire in modo sempre più ampio con lo spazio che lo circonda. Dapprima il bambino conoscerà lo spazio attraverso gli altri, in modo particolare attraverso il corpo della madre; poi, con la comparsa delle abilità posturali, egli sarà in grado di spostarsi autonomamente e di entrare in relazione con tutto quello che fa parte degli spazi da lui “esplorati”. Questa relazione fornisce informazioni fondamentali per un adeguato sviluppo psicomotorio ed è per questo che “conquistare” spazi è alla base dei comportamenti dell’essere umano.

Il rapporto con lo spazio varia in base alle possibilità che ha il bambino di interagire con esso e le caratteristiche spaziali variano con l’evoluzione delle abilità posturali:  la conquista della posizione eretta, ad esempio, dà un valore diverso allo spazio rispetto alla posizione carponi e a quella orizzontale.  Il bambino vedrà lo stesso spazio sotto aspetti diversi, scoprirà caratteristiche diverse e nuovi “spazi” nello spazio. Nascerà il desiderio di raggiungerli, di esplorarli ed infine di conquistarli.

Spazio corporeo. È riferibile ai primi quattro mesi di vita, periodo in cui il rapporto con l’ambiente è quasi esclusivo con il proprio corpo o con quello dell’altro. Questo spazio corporeo esiste come spazio di benessere o di malessere.  Nelle prime settimane di vita, spazio corporeo indifferenziato, non vi è ancora un orientamento spaziale. Nel corso del secondo mese si costituiscono delle zone corporee privilegiate, spazio corporeo privilegiato, che assumono significato di prima traccia organizzatrice: il viso materno, le sensazioni provenienti dal proprio viso e le funzioni del tratto oro-gastro-enterico. Nel corso del terzo mese, e soprattutto nel quarto, iniziano a comparire movimenti attivi degli arti che traducono un’intenzionalità dell’azione che però è ancora priva di finalità: spazio corporeo agito non finalizzato.

Spazio di conquista. Sebbene questa fase inizi al 4°-5° mese, non è netto il passaggio tra questa e la precedente per il persistere di grossi legami di dipendenza emozionale dal corpo proprio e dall’altro. La completa liberazione della fase spazio corporeo avverrà verso l’8°-10° mese, quando si completerà il processo di separazione – individuazione.

Lo spazio di desiderio agito finalizzato è definito dall’inizio dell’intervento intenzionale delle mani per afferrare gli oggetti; lo spazio in cui le mani possono intervenire è nel campo d’azione delle medesime e ciò crea una divisione dello spazio in due parti: una prossimale (spazio prossimo) in cui il desiderio può essere agito, e un’altra irraggiungibile (spazio lontano), in cui il desiderio rimane tale o può essere agito solo con la mediazione dell’adulto.

Spazio di esplorazione. Questa fase comincia verso il 7°-8° mese con il lancio di oggetti nello spazio lontano, con lo scopo di sondare ed esplorare ciò che non è ancora conquistabile autonomamente.

Spazio di conquista. Con il raggiungimento dello spostamento autonomo del corpo nello spazio, si entra nella fase dello spazio di conquista dove lo scopo fondamentale, nel rapporto con l’ambiente, diventa esplorare, conoscere e conquistare tutto ciò che è alla portata e che prima poteva solo essere desiderato. La conquista si delinea nelle prime fasi attraverso percorsi privilegiati (per esempio, la marcia costiera) e il mantenimento di punti di riferimento e di sicurezza verso cui andare o ritornare. La tappa successiva è quella dell’egocentrismo spaziale in cui, ormai abbandonati i percorsi privilegiati, il bambino si è impadronito della totalità dello spazio in cui dimora, lo coglie nella sua unità e totalità, ma si vive al centro di lui e con un atteggiamento di onnipotenza.

Spazio reale. È’ l’ultima tappa, quella in cui il bambino apprende, con le esperienze e gli inevitabili scontri, ad essere un elemento fra gli altri elementi in uno spazio comune.