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L’integrazione somatica è il processo maturativo che armonizza l’azione intenzionale. La limitazione della diffusione è fondamentale per l’organizzazione di schemi motori complessi che impegnino parti somatiche non direttamente coinvolte nell’esecuzione dell’atto programmato, in modo che possano svolgere funzione di aiuto e di rinforzo; stiamo parlando dei cosiddetti sinergismi di utilità; essi compaiono nel corso evolutivo man mano che si risolve la diffusione allo stimolo.

Un esempio tipico lo possiamo ritrovare nell’evoluzione del lancio di un oggetto. Le prime fasi sono costituite esclusivamente dallo schema di flessione dell’avambraccio sul braccio che si presenta addotto;  in seguito una marcata flessione del braccio determina una parziale rotazione del tronco con effetto di potenziamento del lancio; questo schema è il primo sinergismo di utilità nel lancio della pallina. Nelle fasi successive intervengono, a facilitare e potenziare l’azione, altre parti corporee: avanzamento del piede, proiezione in avanti dell’arto superiore controlaterale al lancio, ecc.

Tutti questi sinergismi richiedono organizzazioni spaziali e tempi esecutivi tra loro integrati. La comparsa dei sinergismi è di norma automatica: è il desiderio di migliori conquiste che ne genera la comparsa. Nel caso di un processo di inibizione incompleto, l’integrazione somatica può ugualmente comparire, ma presenterà sinergismi parziali, atipie o scompensi dell’asse, compromettendo in parte il risultato e l’armonia del movimento cui l’integrazione somatica è deputata.