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Oltre ad essere un importante espressione della vita affettiva del bambino, il gioco permette di sviluppare:

  • abilità motorie
  • cognitive
  • sociali

in molti bambini con difficoltà, il gioco è inibito, cioè assente nel quotidiano, e questo quasi sempre porta all'esclusione sociale da parte dei coetanei.

Il terapista della psicomotricità crea le condizioni ottimali per l'espressione ludica, e sollecita strategicamente nel bambino le diverse forme di gioco:

  • giochi motori
  • giochi simbolici.
  • giochi con regole
  • giochi di costruzione

I bambini sono piccoli esploratori alla continua scoperta di se stessi e del mondo che li circonda. Sin dalla nascita ed in particolare nei primi mesi di vita hanno l'istinto naturale di osservare e conoscere il proprio corpo e questo gioco li occupa per un bel po' di anni. Se poi viene associato ad una esperienza sonora e ludica il bambino può essere stimolato al movimento, alla ritmicità, al controllo delle parti del proprio corpo e all'approfondimento delle sue funzioni, oltre che al rapporto con la realtà esterna e alla socializzazione.

Il gioco è l'aspetto dominante nella vita del bambino. È attraverso il gioco che si impadronisce di competenze specifiche, come la capacità di pensiero; le abilità motorie; i comportamenti relazionali; il rispetto delle cose e delle persone, per arrivare così alla conquista dell'autonomia, che lo renderà a sua volta un soggetto critico e consapevole, attivo ed espressivo.

II Gioco rappresenta una modalità privilegiata per stabilire la relazione con il bambino e, soprattutto, per accedere al suo mondo interno. Attraverso il gioco, infatti, il bambino esprime in maniera simbolica fantasie, conflitti, difese, ansie. Peraltro, il modo in cui il bambino organizza il gioco permette di rendersi conto di aspetti prestazionali, quali l'attenzione, la memoria, la capacità di risolvere problemi e la creatività. Pertanto, il gioco viene abitualmente utilizzato sia nel processo diagnostico che in quello terapeutico.