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L’entrata

Il ragazzo troverà all’interno della stanza uno scenario che ritorna sempre uguale nelle sue caratteristiche di fondo.

C’è un luogo nella sala dove ogni volta gli adulti e ragazzi si riuniscono e dove avvengono alcuni rituali come infilarsi camici, lavarsi le mani, prendere oggetti da utilizzare, ecc. Questo primo spazio delimita il confine tra il dentro e il fuori della sala. Con lo scopo di evocare sensazioni, l’adulto fa domande che possono ricordare l’attività precedente, ascoltare qualche indicazione da parte dei partecipanti, attivando così ricordi che mobilitano il pensiero. Il tutto avviene in un’area di piacere e di tranquillità.

L’azione e la produzione

Il ragazzo si dirige verso quelle situazioni prescelte e inizia l’attività.

L’adulto è colui che struttura inizialmente la situazione, ma è anche colui che favorisce l’azione del ragazzo:

  • Osserva l’azione dei partecipanti
  • Li incoraggia e ne amplifica l’iniziativa attraverso strategie indirette che riguardano l’uso di tutti i canali espressivi e comunicativi.
  • Privilegia in modo particolare il suo assetto tonico – posturale come sfondo di apertura dell’esperienza del ragazzo.
  • Osserva ed agisce sulle dinamiche
  • Può intervenire sul materiale, sui tempi, sulle modalità di intervento con lo scopo di favorire le trasformazioni e di far evolvere le fissità che possono presentarsi nella poca abitudine dei ragazzi verso determinate attività.

Attraverso il controllo del tempo, l’adulto può avviare il ragazzo verso la fine dell’esperienza.

Conclusione

In questo ultimo spazio si può utilizzare, verificare, impiegare il prodotto finito. Qui, il partecipante vive il piacere e la soddisfazione per la creazione di un prodotto che risulta anche utile, buono, gradito agli altri.

L’uscita

In questo momento, che non va mai sottovalutato ne affrettato, il partecipante, prima deve vivere un momento di “decompressione” per essere pronto a cambiare contesto.