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Il “Walked Corsi Test”è stato ideato a partire dal test di Corsi, di cui di fatto è una trasposizione in un contesto di navigazione, e pertanto ne eredita le caratteristiche di test psicometrico in grado di fornire una misura prestazionale di specifiche abilità, in questo caso, della memoria di lavoro visuo-spaziale di un soggetto. Tuttavia, oltre a misurare la performance del soggetto da un punto di vista quantitativo, può essere di grande importanza anche una valutazione di tipo qualitativo. Di fronte a un bambino con Paralisi Cerebrale Infantile, ma anche, in futuro, in bambini dallo sviluppo tipico, l'osservazione e l'analisi delle traiettorie corrette, ma soprattutto di quelle errate compiute dal soggetto per ripercorrere le sequenze, ci possono aiutare ad avvicinarci al modo di pensare del bambino di fronte a un compito di navigazione di questo tipo e alle strategie di codifica spaziale messe in atto per ricordare il percorso. L'analisi delle traiettorie e degli errori compiuti può contribuire ad indagare in modo più approfondito le funzioni visuo-spaziali, rispetto alla sola valutazione dello span di memoria.

Soggetti con caratteristiche diverse, e, a maggior ragione i bambini con Paralisi Cerebrale Infantile, si servono sicuramente di differenti strategie per ricordare un percorso: tali strategie appaiono peculiari per ogni bambino, sviluppate nel corso del suo sviluppo,tipico o atipico, e quindi risultano difficilmente classificabili e inquadrabili.

A seguito dell'osservazione delle performance dei soggetti possiamo pensare che le strategie siano molteplici ma che comunque esse siano raggruppabili all'interno di tre categorie:

  • un primo tipo di strategie, “allocentriche”, in cui il soggetto può figurarsi una sequenza di posizioni prendendo come riferimenti degli stimoli esterni (landmarks): egli può ricordare, che una certa mattonella è quella più vicina a un muro, per esempio. I punti di riferimento di cui il soggetto può servirsi possono essere rappresentati dai muri e dalla porta della stanza: infatti, egli non “dovrebbe” poter far riferimento su altri punti di riferimento esterni in quanto essi risultano preventivamente coperti da pannelli di colore scuro, proprio per evitare che il soggetto possa essere facilitato da questi nel ricordo del percorso.
  • Un secondo tipo di strategie “allocentriche” secondo le quali egli può immaginarsi una traiettoria globale :il soggetto può rappresentarsi mentalmente una sorta di mappa, di cartina topografica e cercare di collocarsi all'interno di essa durante il cammino.
  • Un tipo di strategie “egocentriche” in cui egli può anticiparsi una traiettoria da percorrere: il soggetto può immaginarsi lo spostamento del proprio corpo, può figurarsi il self-motion, per esempio basandosi sui numeri dei passi e sulle svolte da compiere durante il tragitto.

Numerosi studi, sostengono che i bambini piccoli sarebbero più facilitati ad utilizzare delle strategie di codifica spaziale di tipo egocentrico mentre i soggetti più grandi userebbero prevalentemente delle strategie di tipo allocentrico.

Ci è stato possibile somministrare le due modalità del WCT solo ad alcuni bambini del campione.

La prima modalità, topografica, può essere definita anche allocentrica in quanto prevede che la sequenza venga osservata dall'esterno: il soggetto ha quindi una visione globale delle mattonelle sul tappeto ed è pertanto già indirizzato a codificare il percorso in una rappresentazione allocentrica dello spazio. Inoltre le afferenze sono costituite solo da stimoli visivi, dal momento che questa modalità non prevede lo spostamento durante la somministrazione dello stimolo.

La seconda modalità, topocinestesica, invece, può essere definita anche egocentrica in quanto la presentazione dello stimolo prevede continui cambiamenti di punti di vista del soggetto, i quali non facilitano la costruzione di una mappa topografica, mentre è favorito l'uso delle informazioni cinestesiche, oltre che visive, per una codifica del percorso di tipo egocentrico sequenziale.

La codifica spaziale utilizzata non è tuttavia prevedibile solo dal tipo di compito: per esempio, è possibile che un soggetto codifichi la posizione delle mattonelle in un sistema di riferimento egocentrico anche nella modalità topografica (fallendo nella prova) o che al contrario un altro soggetto cerchi di rappresentarsi la topografia del percorso in un sistema allocentrico, pur avendolo appreso nella modalità topocinestesica. Per questo motivo sono stati utilizzati i termini topografico e topocinestesico riferendosi al compito, e non allocentrico ed egocentrico, riferibili invece al tipo di codifica spaziale.

Potremmo pensare che di fronte a un compito apparentemente piu difficile del classico test di Corsi come quello del WCT i bambini piccoli siano relativamente meno facilitati nella modalità topografica, dato che l'accesso a una codifica allocentrica dello spazio è comunque più difficoltoso.

Data l'esiguità del nostro campione e dato che la modalità di presentazione dello stimolo “topocinestesico” è stata effettuata solo per un numero ristretto di soggetti, comunque non appare possibile tentare eccessive generalizzazioni.

Di seguito riporto alcune immagini che rappresentano le performance di alcuni soggetti in una delle due modalità somministrate del WCT.

Illustrazione 3: M.G., modalità topocinestesica

Illustrazione 4: P.I., modalità topografica

Illustrazione 5: B.V., modalità topografica

Queste immagini rappresentano le traiettorie corrette (in verde) e quelle errate compiute dal bambino (in rosso).

Nella prima immagine, possiamo notare che il bambino compie degli errori caratteristici, come se la traiettoria venisse “traslata”: infatti, gli angoli e la forma generale del percorso vengono peculiarmente conservati.

Al contrario, ci possiamo trovare di fronte a un bambino che “allunga” il percorso ma che poi lo riprende da un punto corretto oppure che ignora solo una parte della sequenza: questo tipo di errore può essere ricondotto a una modalità di codifica spaziale più allocentrica.

L'analisi quindi degli errori compiuti dal bambino può costituire un importante strumento per indagare le sue difficoltà ed aiutarlo pertanto a trovare delle strategie più idonee.

Indice

  INTRODUZIONE
   
Capitolo 1

1. LA PARALISI CEREBRALE INFANTILE

  1.1 DEFINIZIONE
  1.2 EPIDEMIOLOGIA
  1.3 DIAGNOSI DI LESIONE
  • 1.3.1 Il neonato pretermine
  • 1.3.2 Il neonato a termine
 

1.4 CLASSIFICAZIONI

  • 1.4.1 Hagberg e al. (1975)
  • 1.4.2 Rosembaum e al.(2007)
  • 1.4.3 Ferrari-Cioni (2010)
 

1.5 LE FORME SPASTICHE

  • 1.5.1 La tetraplegia
  • 1.5.2 La diplegia (Segni clinici caratteristici, Forme cliniche)
  • 1.5.3 L'emiplegia (Segni clinici caratteristici, Forme cliniche)
  1.6 DISTURBI E FATTORI ASSOCIATI - Ritardo mentale, Epilessia, Disturbi della funzione visiva, Disturbi psichiatrici
Capitolo 2 2. FUNZIONI NON VERBALI
  2.1 FUNZIONI NON VERBALI
  2.1.1 Le funzioni visuo-percettive
 

2.1.2 Le funzioni visuo-spaziali

2.1.2.1 I disturbi visuo-spaziali

  • Disturbi dell'esplorazione visiva
  • Disturbi della percezione spaziale
  • Disturbi del pensiero spaziale
  • Disturbi visuo-costruttivi
 

2.2 ASPETTI EVOLUTIVI

  • 2.2.1 Prima infanzia
  • 2.2.2 Seconda infanzia
  • 2.2.3 Terza Infanzia
  2.3 Vie anatomo-funzionali di elaborazione visiva:le vie del "What" e del "Where"
Capitolo 3 3. LA MEMORIA DI LAVORO
  3.1 LA MEMORIA E LE SUE SOTTOCOMPONENTI
 

3.2 LA MEMORIA DI LAVORO

  • 3.2.1 I modelli teorici
    • Il modello di Cornoldi e Vecchi (2003)
  • 3.2.2.1 La memoria di lavoro visuo-spaziale (MLVS), La MLVS nel bambino
  • 3.2.3 Aree cerebrali coinvolte nella memoria di lavoro
Capitolo 4 4. LO SPAZIO E IL MOVIMENTO
  4.1 LO SPAZIO
  4.2 Il movimento - LA NAVIGAZIONE
 

4.3 DUE TIPI DI STRATEGIE PER LA CODIFICA SPAZIALE

  • 4.3.1 Le strategie egocentriche
  • 4.3.2 Le strategie allocentriche
  4.4 ASPETTI EVOLUTIVI
 

4.4.1 ASPETTI EVOLUTIVI

  • 4.4.2 Il neonato e lo spazio, Il bambino e lo spazio
 

4.5 STUDI RECENTI

  • 4.5.1 Aree cerebrali coinvolte nella codifica spaziale
Capitolo 5 5. LO STUDIO: MATERIALI E METODI - Introduzione allo studio
  5.1 IL CAMPIONE
 
  • 5.1.1 Caratteristiche del campione
  • 5.1.1.1 Età gestazionale
  • 5.1.1.2 Lesione cerebrale
  • 5.1.1.3 Livello cognitivo
  • 5.1.1.3.1 Profilo cognitivo
 

5.2 IL "WALKED CORSI TEST"

  • 5.2.1 Apparato sperimentale
  • 5.2.2 Svolgimento della prova
  • 5.2.3 Le sequenze
  5.3 ANALISI DEI DATI
  6. LO STUDIO: RISULTATI
   
  7. DISCUSSIONI
  7.1 CONSIDERAZIONI
  CONCLUSIONI
   
  Tesi di Laurea di: Ylenia Capuzzo