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Il “Walked Corsi Test” ci permette di misurare il valore dello span di un soggetto, ovvero la capacità della memoria di lavoro visuo-spaziale.

Lo span è costituito dal numero delle mattonelle del livello in cui il soggetto ha riportato almeno tre sequenze corrette (su cinque) con l'aggiunta di una parte decimale in cui vengono valutate le sequenze corrette appartenenti al livello successivo, che il soggetto non è riuscito a superare. L'attribuzione di questa componente decimale è stata introdotta secondo il modello di alcune batterie di valutazione psicometrica della memoria, come la PROMEA (…), dato che il punteggio di span attribuito solo sulla base del livello di complessità completamente superato non permetteva di rilevare piccole differenze di performance.

La componente decimale è stata attribuita come segue: 0,3 per una sequenza corretta su cinque; 0,6 per due sequenze corrette su cinque. Per tre sequenze corrette si passa ovviamente al livello di complessità successivo. Per esempio, se un soggetto ripete correttamente almeno tre sequenze (su cinque) composte da tre mattonelle e solo due sequenze (su cinque) del livello successivo, composte da quattro, il suo span sarà di 3,6.

Lo span così ottenuto costituisce un punteggio grezzo. Non esistono ancora dati normativi per il “Walked Corsi Test”, per cui disponiamo solo dei punteggi grezzi. Si vedrà a breve nella parte sull'analisi statistica come tali punteggi grezzi sono stati confrontati con gli altri dati psicometrici e clinici.

Abbiamo ritenuto interessante indagare eventuali correlazioni tra i valori degli span e altri fattori.

I dati sono stati analizzati con il programma SPSS Statistic 17.0 per Windows mediante un'analisi di regressione lineare multivariata, considerando il valore dello span ottenuto al “Walked Corsi Test” come variabile dipendente e come possibili determinanti le altre seguenti variabili:

  • età
  • sesso
  • età gestazionale
  • tipo di Paralisi Cerebrale Infantile (uni- o bilaterale)
  • timing della lesione cerebrale (epoca gestazionale)
  • età mentale (performance)
  • età mentale (verbale)

Il tipo di Paralisi Cerebrale Infantile è stato classificato in forme unilaterali e bilaterali. Dato che i soggetti erano tutti deambulanti, tale suddivisione equivale nella classificazione di Hagberg a separare soggetti emiplegici e soggetti diplegici. Non sono stati volutamente introdotti criteri più fini data l'esiguità del campione e la difficoltà nel porre eventuali altre categorie (per esempio, forme di diplegia o forme di emiplegia) su una scala ordinale.

Per l'analisi statistica, le lesioni sono state suddivise secondo il timing in:

  • lesioni malformative precoci,
  • lesioni ipossico-ischemiche (leucomalacia periventricolare) ed emorragiche (infarti venosi da emorragia intraventricolare) della sostanza bianca profonda ,
  • infarti arteriosi ad insorgenza perinatale nel nato a termine e
  • lesioni post-natali acquisite.

La classificazione del tipo di lesione secondo una scala ordinale è apparsa possibile solo in termini di timing. L'estensione delle lesioni o altre caratteristiche descrittive non sono state considerate per l'eccessiva eterogeneità all'interno del campione e, di nuovo, per la difficoltà di creare una scala ordinale comprendente tipologie di lesione così diverse fra loro.

Dalla tabella delle analisi bivariate, sono state considerate le correlazioni statisticamente significative (p<0,05) fra ciascuna variabile determinante e il punteggio grezzo al WCT. Sono state inoltre esaminate possibili correlazioni fra variabili determinanti, escluse quelle per definizione dipendenti le une dalle altre, come ad esempio l'età anagrafica e l'età mentale. Sono state quindi eseguite analisi di correlazione parziale fra il WCT e le variabili che risultavano come possibili determinanti dalle analisi bivariate, controllando per le variabili potenzialmente confondenti.

La stessa analisi statistica è stata applicata considerando come variabile dipendente il punteggio grezzo al test di Corsi, per quei soggetti per i quali si disponeva di questo dato.

L'età mentale è stata calcolata a partire dall'età anagrafica moltiplicandola per un fattore di correzione in base al livello di funzionamento cognitivo, separatamente per l'area verbale e per l'area non verbale, data la presenza di molti soggetti con profilo disarmonico e la possibile diversa significatività dei due livelli. Il fattore è stato attribuito come segue:

  • norma = 1,00
  • limiti inferiori della norma = 0,85
  • area limite = 0,78
  • area limite inferiore/ritardo lieve = 0,70
  • ritardo lieve = 0,60
  • ritardo lieve inferiore/medio = 0,50

Indice

  INTRODUZIONE
   
Capitolo 1

1. LA PARALISI CEREBRALE INFANTILE

  1.1 DEFINIZIONE
  1.2 EPIDEMIOLOGIA
  1.3 DIAGNOSI DI LESIONE
  • 1.3.1 Il neonato pretermine
  • 1.3.2 Il neonato a termine
 

1.4 CLASSIFICAZIONI

  • 1.4.1 Hagberg e al. (1975)
  • 1.4.2 Rosembaum e al.(2007)
  • 1.4.3 Ferrari-Cioni (2010)
 

1.5 LE FORME SPASTICHE

  • 1.5.1 La tetraplegia
  • 1.5.2 La diplegia (Segni clinici caratteristici, Forme cliniche)
  • 1.5.3 L'emiplegia (Segni clinici caratteristici, Forme cliniche)
  1.6 DISTURBI E FATTORI ASSOCIATI - Ritardo mentale, Epilessia, Disturbi della funzione visiva, Disturbi psichiatrici
Capitolo 2 2. FUNZIONI NON VERBALI
  2.1 FUNZIONI NON VERBALI
  2.1.1 Le funzioni visuo-percettive
 

2.1.2 Le funzioni visuo-spaziali

2.1.2.1 I disturbi visuo-spaziali

  • Disturbi dell'esplorazione visiva
  • Disturbi della percezione spaziale
  • Disturbi del pensiero spaziale
  • Disturbi visuo-costruttivi
 

2.2 ASPETTI EVOLUTIVI

  • 2.2.1 Prima infanzia
  • 2.2.2 Seconda infanzia
  • 2.2.3 Terza Infanzia
  2.3 Vie anatomo-funzionali di elaborazione visiva:le vie del "What" e del "Where"
Capitolo 3 3. LA MEMORIA DI LAVORO
  3.1 LA MEMORIA E LE SUE SOTTOCOMPONENTI
 

3.2 LA MEMORIA DI LAVORO

  • 3.2.1 I modelli teorici
    • Il modello di Cornoldi e Vecchi (2003)
  • 3.2.2.1 La memoria di lavoro visuo-spaziale (MLVS), La MLVS nel bambino
  • 3.2.3 Aree cerebrali coinvolte nella memoria di lavoro
Capitolo 4 4. LO SPAZIO E IL MOVIMENTO
  4.1 LO SPAZIO
  4.2 Il movimento - LA NAVIGAZIONE
 

4.3 DUE TIPI DI STRATEGIE PER LA CODIFICA SPAZIALE

  • 4.3.1 Le strategie egocentriche
  • 4.3.2 Le strategie allocentriche
  4.4 ASPETTI EVOLUTIVI
 

4.4.1 ASPETTI EVOLUTIVI

  • 4.4.2 Il neonato e lo spazio, Il bambino e lo spazio
 

4.5 STUDI RECENTI

  • 4.5.1 Aree cerebrali coinvolte nella codifica spaziale
Capitolo 5 5. LO STUDIO: MATERIALI E METODI - Introduzione allo studio
  5.1 IL CAMPIONE
 
  • 5.1.1 Caratteristiche del campione
  • 5.1.1.1 Età gestazionale
  • 5.1.1.2 Lesione cerebrale
  • 5.1.1.3 Livello cognitivo
  • 5.1.1.3.1 Profilo cognitivo
 

5.2 IL "WALKED CORSI TEST"

  • 5.2.1 Apparato sperimentale
  • 5.2.2 Svolgimento della prova
  • 5.2.3 Le sequenze
  5.3 ANALISI DEI DATI
  6. LO STUDIO: RISULTATI
   
  7. DISCUSSIONI
  7.1 CONSIDERAZIONI
  CONCLUSIONI
   
  Tesi di Laurea di: Ylenia Capuzzo