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Il 05 /03/2001 finalmente arrivo al centro di riabilitazione per dare inizio al progetto coordinato con il docente per quest'ultimo anno di corso.

Sono ansiosa ed allo stesso tempo spaventata all'idea di incontrare quella bambina che precedentemente frequentava il centro in cui attualmente lavoro e che mi veniva descritta dalla sua ex terapista come difficile, con una diagnosi complessa: "gravi turbe relazionali, stereotipie, assenza di linguaggio verbale".

Entrai nella stanza in cui si riunivano molti dei ragazzi in semiconvitto e la individuai immediatamente, anche perché avevo visionato un video del 1995 in cui indossava un vestitino di velluto rosso, scarpette nere ed in mano aveva un fazzoletto sporchissimo da cui non riusciva a separarsi (oggetto feticcio).

Erano in tanti in quella stanza ma Jessica non guardava nessuno, fissava solo l'oggetto che aveva in mano, una palla che faceva rimbalzare continuamente. Si spostava con saltelli attraverso la stanza e quando, raramente, si fermava, faceva oscillare la testa in modo violento, si tirava i capelli o si dava dei piccoli pizzicotti. Di tanto in tanto emetteva dei vocalizzi che somigliavano a grida.

Aspettammo l'ora del pranzo, durante il quale mi misi in un angolo ad osservarla: mangiava velocemente, a volte con le posate ma più frequentemente con le mani, e, finito il suo cibo, cercava di agguantare quello dei vicini. A sentire le assistenti, era già tanto che riusciva a stare seduta.

DIAGNOSI

La diagnosi del caso in esame è: GRAVI TURBE RELAZIONALI, STEREOTIPIE, ASSENZA DEL LINGUAGGO