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Nella trattazione di questo argomento vorrei partire da un assunto: la preponderante importanza della comunicazione non verbale all'interno della pratica psicomotoria. Ma, parlando di comunicazione non verbale, desidererei collocare questo concetto all'interno di un altro assunto, specificamente psicomotorio, che è quello della comunicazione non verbale come linguaggio del corpo. Nel prosieguo questi due termini devono essere considerati, quindi, come sinonimi.

Nel parlare di comunicazione non verbale non si possono ignorare i meccanismi e i canali attraverso i quali essa si realizza. E' evidente che il linguaggio del corpo và interpretato non solo in termini di input e output, che potrebbero essere misurati (compito questo tipicamente della psicologia) ma anche di "effetti" sull'individuo che li "riceve".

Gli studiosi della comunicazione non verbale hanno individuato i vari canali che essa utilizza (prossiemica, sguardo, movimento, panlinguistica, postura). La psicomotricità riporta il discorso della comunicazione non verbale all'interno delle categorie analogiche tipicamente descritte da tale disciplina. E' interessante un confronto tra le griglie analitiche della comunicazione non verbale usate dalla psicomotricità e quelle usate da altre discipline.

Conviene, a questo punto, cominciare con un rapido excursus sui canali di comunicazione non verbale.