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Tesi di: Laura Cattaneo

Come conclusione della formazione triennale in psicomotricità, mi interessava l’idea di eseguire una ricerca sperimentale con soggetti appartenenti al periodo preoperatorio.

L’analisi dei prerequisiti psicomotori necessari allo svolgimento della prova prassica della matrioska, è divenuto l’oggetto della mia Tesi per il conseguimento del titolo di Psicomotricista presso l’Istituto di Psicomotricità di Anne-Marie Wille (Milano). L’ipotesi iniziale di ricerca è che per poter svolgere una prova prassica come quella della matrioska sono necessarie competenze evolutive particolari.

La prima sezione della tesi espone quelli che sono i prerequisiti psicomotori necessari allo svolgimento della prova prassica della matrioska, la seconda sezione è la fase empirica tesa a verificare sul campo le ipotesi di ricerca iniziali mediante la raccolta di dati avvenuta con video riprese mentre la terza ed ultima fase consiste nell’elaborazione dei dati mediante istogrammi e successive conclusioni sulla prova.

Prova prassica: La matrioska

Analizzando la prima sezione nel dettaglio, osserviamo che vengono presentati tutti quelli che sono i prerequisiti, definiti come le competenze cognitive, motorie e neuromotorie che permettono ad un soggetto di poter svolgere una prova nel modo corretto.

Essa elenca appunto i presupposti teorici per poter svolgere la prova della matrioska; innanzitutto viene esplicata e descritta la fase evolutiva che interessa i soggetti analizzati ovvero quello che Piaget definisce “Periodo pre-operatorio” facendo riferimento alle caratteristiche ad esso correlate, ovvero le tappe evolutive neuromotorie, l’evoluzione dello schema corporeo con relative acquisizioni, l’evoluzione e l’acquisizione dello ‘spazio’ e in ultima analisi la definizione di prassia annettendo con un breve riferimento all’ambito clinico definendo quindi la disprassia e l’aprassia.

La seconda sezione è la cosiddetta fase empirica tesa a verificare sul campo quelle che sono le ipotesi iniziali di ricerca mediante la raccolta di dati avvenuta con video riprese.
In essa viene esplicato il modus operandi, le strutture che hanno collaborato alla ricerca la descrizione dei setting,la fase burocratica per il consenso informato necessario alle video-riprese e le primissime analisi dei risultati.
E’ stato poi stilato il Procedimento normale-standard ovvero il procedimento/risoluzione “tipo” della prova e successivamente sono stati registrati mediante checklist (elenchi di comportamenti già selezionati e preparati prima di iniziare l’analisi delle osservazioni) i comportamenti più interessanti che maggiormente si discostano dal suddetto.
Si parte cioè dal presupposto di voler osservare quei comportamenti scelti che generalmente corrispondono a quelli che un soggetto può manifestare in una data situazione.
L’osservatore nell’analisi delle videoregistrazioni annota su queste liste ogni qualvolta uno dei comportamenti segnati si manifesta.

La terza fase consiste nell’elaborazione dei dati raccolti e conclusioni sulla prova. In questa sezione vengono descritte le modalità operative per ogni fascia evolutiva e successivamente vengono fatte emergere le differenze sostanziali dal confronto tra simbolico/intuitivo, inizio intuitivo e centralità intuitivo.

In ultima analisi viene presentata un’ indagini nelle aree metodologiche maggiormente coinvolte nella prova prassica della matrioska ovvero: schema corporeo, prassia, spazialità; presentando quella che è l’evoluzione Dei tre concetti nei periodi analizzati

Sono partita dal presupposto che per poter svolgere la prova della matrioska in modo corretto, il soggetto deve già trovarsi nel periodo Pre-operatorio e più precisamente nella centralità del polo intuitivo che corrisponde ai 5 anni e mezzo circa.

Il bambino di quest’età dimostra di possedere tutte le competenze necessarie per affrontare questa prova; sia livello cognitivo, che motorio.
Il soggetto appartenente alla centralità del polo intuitivo inoltre possiede la lateralità e conosce posture, posizioni e la quasi totalità delle sue parti corporee.
Per ciò che concerne la spazialità, egli dimostra di padroneggiare ed aver acquisito sia il concetto di spazio sazio topologico che proiettivo.
Inoltre i bambini dimostrano durante lo svolgimento della prova, anticipazione dei gesti, motivazione nel portare a termine la sperimentazione ed intenzionalità: tutte caratteristiche che sono necessarie per poter definire un movimento, prassia.