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Nel novembre del 2000, arrivano nella struttura riabilitativa due fratelli V. e G., rispettivamente di sei e sette anni, entrambi con la diagnosi di “Sindrome Ipercinetica” ed in più per V. associato anche il disturbo del linguaggio.

Entrambi erano inseriti in trattamento psicomotorio trisettimanale con due terapiste diverse, poiché la terapia era individuale.

Il piano di trattamento neuropsicomotorio riguardava:

  • La stabilizzazione dell'attenzione;
  • L'aumento dei tempi d'attesa;
  • L'accrescimento del livello d'autostima;
  • L'evoluzione delle autonomie;
  • L'ampliamento della tolleranza alle frustrazioni;
  • L'ampliamento delle capacità adattivo-relazionali;
  • Il maggiore controllo e modulazione delle emozioni.

Le aree d'intervento comprendevano:

  • L'area comportamentale;
  • L'area delle abilità sociali;
  • L'area del linguaggio;
  • L'area grossomotoria;
  • L'area finomotoria;
  • L'area delle autonomie personali.

Le metodologie riguardavano:

  • Il gioco motorio;
  • Il gioco simbolico;
  • Il gioco narrativo;
  • Il gioco di rappresentazione;
  • Il gioco grafico- pittorico;
  • Il gioco di costruzione.

Le tecniche riguardavano:

  • Il rilassamento;
  • Il rinforzamento;
  • Il condizionamento;
  • Il modellamento.

Alla terapia psicomotoria si associava anche quella logopedica bisettimanale per il disturbo del linguaggio, che comprendeva la disfluenza verbale di tipo tonico.