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Nel 1897 D.M.Bourneville descrisse, in bambini che presentavano un lieve ritardo di sviluppo, un'instabilità caratterizzata da estrema mobilità intellettuale e fisica.

Nel 1901 J.Demoor descrive un'instabilità del bambino come uno squilibrio dell'affettività, un eccesso dell'espressione e dell'emozione, un'ambivalenza delle reazioni, mancanza d'attenzione, bisogno incessante di movimento e di cambiamenti, con parole e bruschi gesti.

Nel 1902 Still aveva fatto delle indagini e aveva riscontrato la presenza dei suddetti sintomi in un gruppo di bambini che avevano sofferto d'episodi di encefalite.

Gli autori di lingua inglese invece, parlano di sindrome ipercinetica enunciando ipotesi patogenetiche.

I francesi trattano l'ipercinesia sotto la denominazione di “turbe della condotta e del comportamento”.

Nel 1962 il gruppo di studi internazionali d'Oxford, parlano invece di “disfunzioni cerebrali a minima”.

Invece gli studi (Steg Etal, 1995) che hanno preso in esame il flusso ematico cerebrale hanno riscontrato che i bambini iperattivi, presentano un' ipoperfusione nelle regioni prefrontali della corteccia, in particolare in quelle aree che sono in collegamento con il sistema limbico attraverso il nucleo caudato.

Ai giorni nostri, sebbene le lesioni cerebrali o altri disturbi neurologici possono essere causa d'alcuni tratti caratteristici della sindrome SDA, anche molti altri disturbi comportamentali non prevedibili e molto diversi, sono ugualmente imputabili alle lesioni cerebrali.