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Nelle pagine che seguono vengono presentate, sebbene in maniera sintetica, i punti salienti dell'argomento trattato che è stato il Disturbo da Deficit d'Attenzione/Iperattività.

Vengono riportati quindi la Patogenesi , si parla del trattamento farmacologico, delle caratteristiche diagnostiche, del decorso, della familiarità, delle manifestazioni e dei Disturbi associati a tale patologia.

In conclusione vengono presentati due casi clinici, i quali nonostante la stessa diagnosi si presentano in maniera diversa rispetto ai trattamenti riabilitativi.

Diverse sono state anche le emozioni provate, ma comunque entrambe le situazioni sono state gratificanti.

Nei casi clinici vengono evidenziati: la diagnosi, il piano di trattamento neuropsicomotorio, l'anamnesi personale, la presa in carico, i colloqui con la famiglia, la verifica degli obiettivi e le dimissioni.

Per la bibliografia si fa riferimento a diversi autori, che hanno esposto le loro considerazioni rispetto a tale argomento.

L' ADHD è ritenuto, a livello internazionale, uno dei più frequenti problemi comportamentali dell'età evolutiva, ma le stime variano considerevolmente secondo il contesto geografico e sociale, i criteri diagnostici utilizzati e le esperienze degli operatori.Numerosi sono i potenziali fattori eziologici associati all'ADHD, tra cui genetici, perinatali, psicosociali, ambientali, dietetici, strutturali cerebrali e neurobiologici.Indipendentemente dall'età d'insorgenza dell'ADHD, anche presunta, il bambino arriva all'osservazione dello specialista solo in età scolare: sono proprio gli insegnanti che segnalano l'anomalo comportamento dell'alunno nel contesto scolastico.

Due sono le modalità terapeutiche per l'ADHD: farmacologico, con psicostimolanti e comportamentale, con vari interventi psicosociali.