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Le stimolazioni di cui abbisogna il soggetto con insufficiente schema corporeo possono essere ritrovate all’interno di varie tipologie terapeutiche.

Una di queste, per molti aspetti, è senz’altro l’IPPOTERAPIA.

Il cavallo già di per sè rappresenta una presenza viva che è in grado di sollecitare sentimenti ed emozioni intense quali gioia, serenità, paura, rabbia; e poi, il solo fatto di stare sulla colonna vertebrale del cavallo significa per il corpo del cavaliere essere trasportato e ben supportato, sensazione questa molto rassicurante. Pertanto, non vanno considerate solo le numerose stimolazioni psicomotorie e funzionali che l’andare a cavallo comporta ma anche la componente relazionale che si stabilisce tra la persona e l’animale.

Il contributo più evidente che fornisce il cavallo si deve alla grande quantità di stimolazioni neurosensoriali che vengono trasmesse al cavaliere dalla particolare andatura detta sinusoidale perché si svolge nei tre piani dello spazio e che somiglia ad un vero e proprio dondolio; questi riceve sollecitazioni in termini di afferenze tattili, propriocettive, visuo-spaziali e cinestesiche, ma anche olfattive ed acustiche, con gli odori e i rumori tipici dell’ambiente del maneggio.

Anche nella PET THERAPY si punta sul ruolo di mediazione dell’animale.

La parola PET viene utilizzata dagli anglosassoni per indicare animali domestici oppure familiari o d’affezione.

Nella Pet therapy l’animale diventa co-protagonista dell’intervento terapeutico finalizzato al miglioramento delle capacità motorie fini, dell’equilibrio e della coordinazione, dell’attenzione, della memoria, della comunicazione, dello schema corporeo, a ridurre ansia e il senso della solitudine, a sviluppare il senso di autostima.

Allo stesso modo come per l’ippoterapia, l’ambiente naturale dove si svolge il trattamento, è ricco di stimolazioni visive, olfattive, acustiche, tattili che favoriscono la presa di coscienza e la conoscenza di sé e del proprio corpo, inducendo una migliore organizzazione dello schema corporeo. Il tatto è il fondamentale canale di interazione attraverso cui si struttura il legame tra esseri viventi: l’animale, grazie alla sua indiscrezione (non fa domande, non giudica e accetta l’uomo per quello che è senza pregiudizi), suscita curiosità, interesse, facilitando il contatto fisico che avviene mediante la carezza, l’abbraccio. Particolare considerazione merita il cane che ha dimostrato di possedere un’ottima abilità sociale e la capacità di trasmettere e recepire segnali comunicativi con gli esseri umani rendendosi disponibile  al rapporto ed allo scambio attraverso il linguaggio non verbale. L’animale dialoga con l’uomo utilizzando lo stesso strumento: il corpo.

La MUSICOTERAPIA è una disciplina paramedica che utilizza il suono, la musica e il movimento per una esperienza globale che recluta insieme corpo e mente, gesto e voce, individuo e gruppo, gioco ed impegno. Immediato e generale beneficio possono ricevere funzioni quali l’orientamento spazio-temporale, la coordinazione motoria globale e segmentaria, la strutturazione e l’evoluzione dello schema corporeo e dell’immagine di sé.

L’ IDROKINESITERAPIA sfrutta le proprietà fisiche dell’acqua, in primo luogo la parziale assenza di gravità, per evocare lo sviluppo di potenzialità residue o mancanti attraverso esercizi specifici. L’attività motoria in acqua offre la possibilità di un recupero di schemi ed immagini di movimento che mancano o che, pur parzialmente evocabili dopo trauma o malattia, non essendo più esercitati, sono persi. La pratica dell’idrokinesiterapia offre diversi stimoli in funzione della conoscenza corporea, per una percezione globale del corpo, della sua unità, della sua posizione e movimento nello spazio.

Indice

 

PREMESSA

   
Capitolo 1 1 CONCETTO DI "SCHEMA" E DI "IMMAGINE"
  1.1. CENNI STORICI
  1.2. ALCUNE DEFINIZIONI
  1.3. IN SINTESI
  1.4. ALTRI TERMINI DA DEFINIRE
  1.5. IL VISSUTO CORPOREO
Capitolo 2 2 EVOLUZIONE DELLO SCHEMA CORPOREO
  2.1. NEUROANATOMIA
  2.2. PSICOLOGIA
  2.3. LE FASI DELLA STRUTTURAZIONE
  2.4. ALCUNI ASPETTI DELL’ EVOLUZIONE
  2.5. LATERALITA’ E LATERALIZZAZIONE
  2.6. STUDI SULLO SVILUPPO DELLO SCHEMA CORPOREO
Capitolo 3 3 I DISTURBI DELLO SCHEMA CORPOREO
  3.1. COME CLASSIFICARE
  3.2. CHE COSA COMPORTANO TALI DISTURBI
  3.3. VALUTAZIONE DELLO SCHEMA CORPOREO
Capitolo 4 4 SCHEMA CORPOREO : TRATTAMENTO
  4.1. DIVERSI APPROCCI TERAPEUTICI
  4.2. TERAPIA PSICOMOTORIA
  4.3. CONCLUSIONE
   
  BIBLIOGRAFIA e RIFERIMENTI LINKS
   
  Tesi di Laurea di: Luciano MONTEFUSCO