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Medium SonoroIn questo lavoro viene sottolineata l’importanza del “medium sonoro” come facilitatore del movimento nella pratica Neuropsicomotoria, partendo dalla constatazione che l’elemento sonoro entra a far parte della vita umana sin dall’ambiente uterino accompagnando l’individuo in tutto il suo percorso di crescita.

Si farà riferimento, inizialmente, al corpo, inteso come scoperta di fondamentale importanza che il bambino fa, quindi come mezzo di comunicazione (attraverso il tono muscolare), ed infine come “strumento sonoro”, in cui la sonorità corporea, viene intesa come mezzo di esplorazione e potenziamento della propriocezione.

Molti movimenti corporei, come la marcia, la corsa, i rumori dei passi, oltre a tutti quelli che derivano dall’utilizzo di attrezzi come nel gioco della palla, producono suoni,  seguendo un ritmo spontaneo, individuale. Se il ruolo del movimento è quello di creare, facilitare il riconoscimento, prendere possesso della realtà, il “medium sonoro” può, invece, fungere da facilitatore per la relazione terapeutica, favorendo la scoperta della realtà fisica, delle emozioni, adattandosi di volta in volta ai vari ruoli.

Può aiutare a scoprire che le novità nascoste sulla realtà non sono assolute e oggettive ma legate al modo di interiorizzarle e comprenderle che è proprio di ogni individuo. Insieme alle altre forme espressive, fa uso della comunicazione non verbale, sfruttando le proprietà del suono, simili ai toni della voce, tramite differenti altezze, intensità, durate e velocità.

Trasmette emozioni: i suoni che ascoltiamo, favoriscono l’apertura di canali che consentono il flusso di reazioni affettive, con la possibilità di migliorare il controllo tonico-emozionale, risvegliare i nostri centri energetici provocando azione dinamizzante o rilassante sulla struttura corporea. Intervenendo così sulla sfera emozionale: il corpo ricevendo un suono, lo trasforma interiormente in emozione, rispondendo con vibrazioni proprie.

Compreso il valore del contributo, che lo stimolo sonoro può offrire, in questo lavoro si focalizzerà l’attenzione, su come può essere da supporto del movimento, finalizzato alla relazione, nel contesto della Terapia Neuropsicomotoria, dove il ruolo del terapista è quello di “cogliere” nell’inerzia, nell’inibizione, così come nell’ipercinesia e nelle incoordinazioni, i segni che nascondono la pulsione bella al movimento.

Dunque l'elemento sonoro-musicale, in quanto tale, nel suo essere linguaggio ricco di implicazioni sensoriali e percettive, ha in sé la potenzialità di favorire uno spazio di scambio, all'interno del quale nasce e si sviluppa una comunicazione condivisa attraverso momenti di sintonizzazione che sono alla base della relazione intersoggettiva.