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UTERO CULLA DELLE PRIME NOTE DEL RIGO DELLA VITA

Per troppo tempo l'immagine che ci siamo fatti del nascituro corrispondeva ad un “esserino” che vive protetto dall'utero materno, che quasi come uno scrigno lo custodisce, isolandolo da ogni contatto col mondo esterno. Tale visione del mondo intrauterino ha cominciato a modificarsi a partire dallo sviluppo di strumenti e tecniche avanzate che hanno consentito di osservare come il feto mette in atto una serie di attività fisiche e psichiche, se sollecitato da stimoli percettivi e sonori.

Sembra quindi che il feto sia una creatura che sente, che già apprende mentre è nell'utero e che è in grado di ricevere messaggi e persino di inviarne. La vita all'interno del grembo materno è caratterizzata da un susseguirsi di fenomeni sonori che presentano aspetti costanti (il pulsare del cuore, il circolare vorticoso del sangue, l'immissione ed emissione dell'aria) e variabili (la voce e tutti i suoni provenienti dall'esterno). Per tutti i mesi della gestazione la nuova vita, all'interno del corpo materno, si “nutre” di sensazioni senso-percettive, tra cui quelle acustico-sonore, che contribuiscono nel formare l’esperienza del bambino

Tra il secondo e quinto mese di gravidanza, i suoni e i rumori giungono al bambino sotto forma di sensazioni percettiva a prevalente caratteristica tattile: la sensibilità cutanea rappresenta il primo canale dell’esperienza e della comunicazione nell’uomo.

Alla ventisettesima settimana di gestazione è già presente la capacità di discriminare suoni diversi.

L'esposizione intrauterina ai suoni è importantissima. Infatti la voce materna può incoraggiare l'attaccamento del bambino appena nato alla persona che è la sua principale fonte di sostentamento. Per questo motivo è solitamente consigliato ai genitori di parlare al feto; l'uso di un linguaggio semplice e affettuoso favorisce lo sviluppo dell'udito, la memorizzazione del linguaggio, accresce lo stato di sicurezza e protezione.

Sono stati messi a punto dei programmi di stimolazione di tipo sistematico, tattile e uditivo ( vocale e musicale) al fine di incentivare la comunicazione tra genitori e nascituro.

Un mosaico di suoni, sembra possa essere per il feto una primitiva rappresentazione del mondo esterno.(1)
Ecco allora che l'utero ci appare come “luogo sonoro”, nel quale il futuro neonato matura la propria capacità di ascoltare, interagire, rispondere.

Tutte queste esperienze fetali vengono considerate fondamentali  nella costituzione dell’“ISO”, ovvero
l’insieme infinito delle energie sonore, acustiche e di movimento, che appartengono ad un individuo e che lo caratterizzano fin dal momento del concepimento, accompagnandolo tutta la vita.

Si capisce pertanto l’importanza che viene attribuita all’elemento sonoro anche nella pratica riabilitativa in quanto componente presente già prima della nascita nella  vita del bambino.

1. Masci (da Biblico-net) http://www.resmusica.it