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Nel riconoscere la propria esistenza c’è una spinta che fin dalla nascita porta il bambino a conoscere, capire, agire ed interagire. Tale spinta gli consente di raccogliere una serie di informazioni attraverso la vista, l’udito, il gusto, il tatto, l’olfatto e le vie della sensibilità profonda. Tali dati vengono sistematizzati in strutture di conoscenza, inizialmente semplici e progressivamente più complesse.

Il bambino comincia a vedere una cosa, comincia a sentire dei suoni, comincia ad avvertire delle particolari sensazioni di movimento. Impara quindi molto presto a comprendere che quella cosa che vede è proprio la cosa che emette quel particolare suono e lo emette quando si muove e da ciò scaturiscono particolari sensazioni che lui avverte provenire da sé  stesso. E’ questo processo d’integrazione, di queste strutture di conoscenza, che il bambino comincia gradualmente a differenziare le sensazioni che provengono dall’esterno, da quelle che provengono dall’interno. Il bambino impara a differenziare l’oggetto che è nella mano, dalla mano che lo contiene e che gli appartiene.