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L’atto motorio, possibile grazie all’energia vitale presente in ogni essere animale, partecipa all’azione comunicativa. Infatti il movimento,energia cinetica, produce vibrazioni, suoni, rumori, da quelli corporei, a quelli prodotti grazie all’azione esercitata con eventuali oggetti.

Uno dei mezzi per favorire l’attenzione  sul “sesto senso” (ossia la sensibilità propriocettiva) è quello dell’integrazione del suono ritmico-musicale col movimento.
Anche i movimenti corporei come la marcia, la corsa, ecc., producono suoni (7); in particolare i rumori dei passi, oltre a tutti quelli che derivano dall’utilizzo degli attrezzi come nel gioco della palla.

Altri movimenti invece si compiono nel silenzio, e il feedback sensoriale è solo cinestetico(e in particolare anche visivo); in tal caso è frequente l’abitudine di accompagnare d’istinto con parole(motivi musicali) questi movimenti silenziosi per aiutarsi ad eseguirli meglio. L’accompagnamento subvocale è anche spontaneamente utilizzato quando ci si trova in una fase di apprendimento motorio. Ma è altrettanto comune il fenomeno contrario: ossia sincronizzare i movimenti del corpo quando ascoltiamo un ritmo invogliante. (8)

La scelta di integrare i suoni al movimento segue dunque l’indicazione di questi comportamenti naturali.  Detto per inciso, ovvio che tale approccio tecnico si possa realizzare da parte di un terapista che associ, ad esempio, in un attività senso-motoria l’improvvisazione musicale.

  • 7: A. Wille, La Terapia Psicomotoria dei Disturbi Minori del Movimento, Editore Marrapese Roma, 1996 pag. 16
  • 8: A. Wille, La Terapia Psicomotoria dei Disturbi Minori del Movimento, Editore Marrapese Roma, 1996 pag. 162