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Il Sincronismo Acustico Motorio spontaneo sorge precocemente nello sviluppo del bambino. Una delle sue prime manifestazioni consiste nel dondolamento della testa o del tronco durante l’ascolto di un brano musicale ritmato. Oltre a ciò, esso si verifica nella capacità a scuotere oggetti sonori o a percuoterli per scansione regolare (ad es. agitare un sonaglio), azioni  in cui gesto, suono ed esplorazione dell’oggetto sono inscindibili.(9)

Verso i 2 anni il bambino è molto sensibile agli effetti induttori della musica, ed è frequente osservare i piccoli danzare spontaneamente solo con i ritmi che corrispondono a quelli dei suoi movimenti naturali; se il ritmo sonoro si scosta troppo dal suo, il sincronismo motorio sarà sfasato.

Nelle fasi successive dello sviluppo, grazie al  miglioramento del suo controllo motorio, il bambino potrà associare i suoi movimenti a ritmi sempre più complessi. Vari sono gli scopi, quali sollecitare:

  • l’inibizione e l’attivazione  del movimento;
  • il controllo sulla regolarità del movimento;
  • uno stato di rilassamento dinamico.

Anche i procedimenti sono diversi: vi sono due modi con cui facilitare l’associazione del movimento spontaneo al suono: suonare dal vivo o mettere musica registrata.

Nel primo caso il terapista improvvisa brani con strumenti musicali o scelti tra il proprio repertorio.

L’obiettivo è sostenere , ma anche influenzare, il movimento in modo indiretto con l’accompagnamento sonoro; l’improvvisazione sonora, infatti, permette di seguire le sfumature sia dinamiche ( aumento, diminuzione dell’intensità tonica) sia agoniche ( velocità di movimenti, variazioni di ritmo ecc.) del movimento spontaneo.
L’efficacia dell’induzione sonora dipenderà:

  • dalla scelta del contenuto; che deve essere in armonia con il gusto sensoriale uditivo (del bambino), ecco che bisogna conoscere il bambino e solo dopo poter introdurre il suono come facilitatore nella terapia;
  • dal momento in cui si inserisce il suono; è frequente che l’induzione sonora si proponga all’inizio della seduta “(fase del contatto)” (10) per facilitare l’immersione del corpo nel movimento, oppure al momento del “congedo” (11), per creare uno stato d’animo disteso.

Nel secondo caso, quando si mette invece musica registrata, l’interazione con il bambino si svolge attraverso il movimento.
La scelta del brano musicale terrà conto del suo contenuto ritmico, in relazione ai movimenti che si vogliono attivare.
Se la scelta non è adeguata alle possibilità del bambino si corre il rischio di ridurre la presenza della musica ad un rumore di fondo.

  • 9. A. M. Wille C. Ambrosiani, Manuale di Terapia Pisicomotoria dell’Età Evolutiva, Cuzzolin Editore, 2005, pag. 120
  • 10: Impegna i primi istanti della seduta in cui non si richiede una immediato impegno adattivo al bambino, il quale necessita di un certo lasso di tempo per farsi coinvolgere.
  • 11: fase in cui il terapista aiuta il bambino a concludere le sue attività in modo non brusco ma graduale. La fase del congedo è sicuramente quella più delicata perché può suscitare nel bambino il sentimento di essere abbandonato,rifiutato, “buttato fuori”.