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Nel percorso diagnostico, in genere, riveste fondamentale importanza il processo di presa in carico, il quale indica un complesso di interventi finalizzati a conoscere e capire il bambino e il suo disturbo. Si tratta, pertanto, di un processo di conoscenza:

  • conoscenza del disturbo, si tratta di definire il tipo, le caratteristiche, la frequenza e l'intensità del disturbo;
  • conoscenza del bambino portatore del disturbo, si tratta di valutare come funziona il bambino nel suo complesso, con riferimento alle aree motorie, cognitiva, linguistica ed affettivo-relazionale;
  • conoscenza del significato del disturbo nell'economia generale del funzionamento del bambino;
  • conoscenza delle relazioni che il bambino stabilisce con le figure del suo ambiente significativo;
  • conoscenza dei genitori, e degli atteggiamenti affettivo pedagocici in genere adottati, e, più in particolare, modalità di percepire e comportarsi nei confronti del disturbo in esame. In età evolutiva il processo diagnostico assume aspetti del tutto particolari per rispondere ai caratteri intriseci della maturazione e allo sviluppo.

Tali caratteri sono tipicamente rappresentati da:

  • variabilità, in rapporto alla quale:
  1. un segno neurologico o un comportamento atipico possono rappresentare manifestazioni transitorie, prive di significato clinico, in quanto legate a particolari momenti evolutivi (si considerino ad esempio alcune ipercinesie del lattante dovute ad una fase di generica ipereccitabilità, etc.)
  2. un segno neurologico o un comportamento atipico, che ad una prima osservazione sembrano indirizzare verso un determinato orientamento diagnostico, possono subire nel corso del tempo sensibili modificazioni, mostrando che sono sottesi da processi patologici completamente diversi da quelli inizialmente ipotizzati (un esempio possono essere alcune modalità comunicative atipiche all'età di 2-3 anni che sembrano configurare un Disturbo Generalizzato dello Sviluppo, e che successivamente mettono invece in evidenza un Disturbo Specifico del Linguaggio);
  3. all'interno di una stessa categoria nosografica, il quadro clinico può assumere caratteristiche diverse (un esempio può essere che nelle Paralisi Cerebrali Infantili forme inizialmente ipotoniche si complicano con componenti atassiche, ovvero in situazioni di Ritardo Mentale la passività, l'inibizione possono lasciare spazio ad un profilo completamente diverso, caratterizzato da iperattività e disinibizione);
  • scarsa collaborazione del paziente, il bambino, infatti, non ha coscienza della malattia e, peraltro, non ha quella passività e disponibilità che dovrebbero consentire di adattarsi a situazioni e richieste di cui non comprende il significato;
  • complessità dei fattori quantitativi (numero di fattori in causa) e qualitativi (tipo di interazioni fra i diversi fattori) che intervengono nel determinare il disturbo.

Le fasi fondamentali del processo diagnostico sono rappresentate da:

  • definizione del problema o anche valutazione della richiesta che parte spesso dai genitori ancora confusi circa la situazione del bambino;
  • osservazione del bambino, che prevede un esame obiettivo generale, un esame neurologico, e un esame psichico, a tal proposito l'osservazione neuropsicomotoria, intesa come valutazione analitica delle modalità di funzionamento del bambino nelle aree della motricità, della comunicazione e della relazione, prevede due fasi: l'osservazione libera in cui si osserva quello che fa il bambino; l'osservazione strutturata, che consiste nel creare situazioni-stimolo prestabilite per valutare le risposte del bambino.
  • Strumenti di valutazione, che prevedono esami predefiniti, reattivi standardizzati o scale di valutazione dello sviluppo psicomotorio ( la Scala di Brunet- Lézine; la Scala di Baley; la Scala di Griffitths).
  • Diagnosi nosografica e diagnosi funzionale, la prima parte dall'analisi del sintomo per giungere, attraverso il riconoscimento delle cause, alla classificazione del disturbo, la seconda rappresenta un bilancio esaustivo che definisce il livello di sviluppo del bambino in tutte le aree funzionali, le caratteristiche dell'ambiente, il significato dei sintomi nell'economia generale del funzionamento mentale del bambino.

Indice

  INTRODUZIONE
   
Capitolo 1

LO SVILUPPO PSICOMOTORIO

  1.1 Aspetti Descrittivi
   
Capitolo 2

IL RITARDO PSICOMOTORIO

 

2.1 Aspetti Clinico-Descrittivi

 

2.2 Il Processo Diagnostico

  2.3 Il Progetto Terapeutico
   
Capitolo 3 ANALISI DI UN CASO CLINICO
 

3.1 Anamnesi e Osservazione

  3.2 Progetto Terapeutico e Modalità d'Intervento
   
   
 

CONCLUSIONI

  BIBLIOGRAFIA
   
  Tesi di Laurea di: Teresa Vitagliano