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lo sviluppo neuro e psicomotorio del Bambino

Per un corretto approccio alla diagnosi precoce risulta evidente la necessità di conoscere il bambino e il suo sviluppo.

Con il termine di sviluppo psicomotorio viene indicato quel processo grazie al quale il bambino acquisisce progressivamente una serie di abilità che gli consentono di inserirsi e partecipare all'ambiente in cui vive.

Il termine di sviluppo psicomotorio caratterizza anche un periodo: è il periodo dei primi tre anni di vita, durante i quali la quantità di abilità emergenti è superiore a qualsiasi altro periodo di vita, infatti i primi tre anni di vita rappresentano un periodo particolarmente ricco di acquisizioni, durante il quale possono crearsi problemi di diagnosi e di diagnosi differenziale.

In merito a quest'ultimo aspetto va, infatti, considerato che quadri nosograficamente definiti quali le Paralisi Cerebrali Infantili, il Ritardo Mentale o i Disturbi Generalizzati Dello Sviluppo, possono manifestarsi nei primi tre anni di vita con un generico Ritardo dello sviluppo psicomotorio.

Nei primi tre anni di vita infatti, il bambino passa:

  • da una motricità caotica, aposturale, tipica del periodo neonatale, alla deambulazione autonoma, con essa alla capacità di provvedere a richieste antigravitarie complesse;
  • dal riflesso di prensione palmare, tipico automatismo neonatale, alla motricità differenziata delle dita, che permette un uso altamente funzionale della mano;
  • dalla indifferenziazione, come l'incapacità di riconoscere l'altro, a scambi relazionali sempre più validi, arricchiti dalle prime produzioni verbali.

Le varie acquisizioni che caratterizzano questo periodo si verificano con modalità e in epoche sufficientemente definite.

Considerando ampie popolazioni di bambini, risulta che ciascuna acquisizione si verifica nei diversi bambini più o meno alla stessa età. Ciò ha indotto ad utilizzare il termine di tappe di sviluppo psicomotorio, che si realizzano secondo un calendario abbastanza definito.

Le abilità che il bambino progressivamente acquisisce sono di diverso tipo: esse vanno dalla capacità di muoversi e camminare (competenze posturo-cinetiche), a quelle di "capire" la realtà esterna (competenze cognitive) o di interagire con l'altro (competenze sociali), pertanto, per descrivere lo sviluppo psicomotorio, le diverse abilità emergenti vengono abitualmente suddivise per aree funzionali o linee di sviluppo, che sono:

  • lo sviluppo della postura, relativo alle abilità grosso- motorie;
  • lo sviluppo della coordinazione, che si riferisce alle competenze fini-motorie;
  • lo sviluppo cognitivo;
  • lo sviluppo del linguaggio;
  • lo sviluppo della socialità, che include oltre alle competenze di interazione sociale, anche le principali autonomie personali.

Lo sviluppo della postura è il processo di progressiva acquisizione di competenze che permettono al bambino di assumere una posizione antigravitaria, di mantenerla, e di spostarsi nello spazio.

Con il termine di Sviluppo della coordinazione ci si riferisce in genere alla progressiva acquisizione di competenze che permettono al bambino di afferrare, manipolare, costruire e modificare.

Lo sviluppo cognitivo indica quel processo mediante il quale il bambino accede a forme di ragionamento che gli consentono l'adozione di strategie di risoluzione dei problemi sempre più complesse. L'osservazione di alcuni "giochi" del bambino permette di cogliere alcune tappe fondamentali di questo processo.

Lo sviluppo del linguaggio prevede una fase preverbale e una verbale, nella prima, che dura fino ai 10 mesi circa, i suoni che il bambino emette durante questa fase rappresentano più che altro un esercizio fono-articolatorio, di preparazione a quello che sarà il linguaggio vero e proprio, nella seconda, che inizia verso i 12 mesi, compare il linguaggio propriamente detto.

Lo sviluppo della socialità prevede una serie di acquisizioni che riguardano non solo i comportamenti di interazione sociale ma anche le principali autonomie personali.

Lo sviluppo psicomotorio, cosi come descritto, non riesce a rendere il complesso dinamismo dei fenomeni che si verificano nel corso dei primi anni di vita. Considerare lo sviluppo solo come una rigida progressione di tappe, sembra non lasciare spazio all'influenza dell' esperienze e soprattutto, alle capacità del bambino di "scegliere" le proprie esperienze.

Il bambino fin dalle primissime fasi dello sviluppo è protagonista attivo nel processo di sviluppo. Il bambino nasce con la voglia di muoversi, di agire, di interagire, di conoscere, di scoprire e di appropriarsi del mondo circostante.

Si tratta di bisogni che fanno parte del patrimonio genetico della specie e che si collegano al concetto secondo cui il bambino è un essere pre-adatto ad interagire attivamente con l'ambiente.

Ilbambino cioè, attivo ricercatore di stimoli, che utilizza per arricchire il bagaglio esperenziale e costruire su esso il suo sapere. Le istanze che spingono il bambino ad agire possono essere suddivise in:

  • motivazioni omeostatiche, che rispondono a meccanismi innati finalizzati a favorire l'adattamento primitivo del soggetto al suo ambiente (mangiare, bere, attaccare, difendere, etc.);
  • motivazioni cognitive, che rispondono al bisogno di conoscere e capire, "voglio toccare", "voglio vedere", etc.;
  • motivazioni sociali, che rispondono all'esigenza di entrare in un interscambio comunicativo con gli altri.

Indice

  INTRODUZIONE
   
Capitolo 1

LO SVILUPPO PSICOMOTORIO

  1.1 Aspetti Descrittivi
   
Capitolo 2

IL RITARDO PSICOMOTORIO

 

2.1 Aspetti Clinico-Descrittivi

 

2.2 Il Processo Diagnostico

  2.3 Il Progetto Terapeutico
   
Capitolo 3 ANALISI DI UN CASO CLINICO
 

3.1 Anamnesi e Osservazione

  3.2 Progetto Terapeutico e Modalità d'Intervento
   
   
 

CONCLUSIONI

  BIBLIOGRAFIA
   
  Tesi di Laurea di: Teresa Vitagliano