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Commenti
Qualcuno può indirizzarmi in qualche modo? Come mai è così difficile trovare chi si occupi di disprassia?
Grazie
vorrei evidenziare attraverso il contenuto della sua lettera, quello che a mio parere è un sistema troppo "testistico" di valutazione di un bambino e delle sue capacità. Lei stessa, infatti, fornisce poche informazioni relative alla nascita prematura e al peso, poi passa direttamente a una serie di numeri, ponendo poi il quesito. Sia chiaro che non è una critica che muovo a Lei, ma ad un sistema che sta prendendo sempre più piede tra molti cosiddetti operatori del settore, che riduce -a mio parere- un po' troppo a scarni numeri, ciò che dovrebbe essere invece il risultato di una valutazione più clinica e meno aritmetica. Da foniatra, il consiglio che le dò, è di far visitare (visitare, appunto, e non solo vagliare a suon di test) il bambino da uno specialista del campo, che per me è il foniatra (cioè il medico specialista in fisiopatologia della comunicazione, e quindi anche in abilità di apprendimento) poi ognuno può pensarla come vuole; così come per quanto riguarda un eventuale intervento abilitativo-migliorativo dove necessario; che rientra tanto nelle competenze di un logopedista che di uno psicomotricista , o di un pedagogista, o di un bravo insegnante. Il problema, in conclusione, non è la disquisizione sulle figure di competenza, ma trovare operatori... competenti, quale che sia il diploma in loro possesso. Per quanto riguarda la struttura, la mia è solo privata, e si trova a Cernusco sul Naviglio.
Cordiali saluti.
Massimo Borghese
www.massimoborghese.it
a novembre e' stato visto dalla Dr.ssa Balestriero dell'ospedale Buzzi di Milano e sottoposto al test di Griffiths col seguente punteggio:
CA 65 m - MA 62m _ GQ 95/100-
A 66m/101 - B 60m/92 - C66m/101 - D60m/92- E 58m/89 - F62m/95
In merito a quanto sopra, vorrei sapere, gentilmente, come ci dobbiamo comportare noi da genitori e cosa ne pensa lei.
Inoltre essendomi rivolta alla neurospichiatri a infantile della mia zona con tempi di attesa troppo lunghi, vorrei mi consigliasse una struttura convenzionata o anche privata a cui rivolgermi in provincia di milano nord-ovest.
Grazie
Abbiamo bisogno per il nostro ragazzo che frequenta la pirima media.
Grazie per l' aiuto.
non ho molti elementi per capire con assoluta certezza quale sia il reale motivo della “insicurezza” di suo figlio; ad ogni modo provo a darle alcuni consigli che solitamente si rilevano efficaci per aumentare l’autostima, elemento utile per poterci presentare più decisi e pronti a qualsiasi evento del quotidiano.
L’atteggiamento “severo” che lei scrive in una domanda, di solito nasce dal desiderio sincero di aiutare i propri figli a crescere, ma rischia di innescare circoli viziosi che finiscono di allontanare gli uni dagli altri sul piano affettivo. Il consiglio che mi viene subito da darle è abbastanza generico: essere autoritari nei confronti di un figlio è molto importante, ma è necessario associarla alla dolcezza e alla flessibilità.
Aggiungerei:
• In questa fase delicata il bambino non deve essere giudicato nelle sue difficoltà ma rassicurato, creando così un clima di fiducia … i bambini devono sentirsi speciali anche nelle loro peculiarità.
• Potenziare i reali interessi del bambino rendendoli canali privilegiati di condivisioni, valorizzando quanto più possibile i successi e ironizzando le difficoltà che emergono.
• Non essere mai sostitutivi al proprio figlio, ma supervisionare cercando quanto più possibile di fare in modo che le attività quotidiane (autonomie personali, etc.) a cui il bambino va incontro vengano svolte da lui stesso.
• Cercare situazioni extrascolastich e che diano la possibilità al bambino di sperimentare il relazionarsi; se possibile, attualmente con un solo bambino successivamente in gruppo. Non incoraggiarlo all’approccio interpersonale con troppa insistenza ma creare solamente delle occasioni (esempio: al parco gioco, oppure invitare a casa un bambino a lui familiare con cui abbia un buon rapporto).
• Dare ampia possibilità al bambino di verbalizzare le sue esperienze di approccio duale, anche attraverso un disegno; è importante che possa imparare ad esprimere verbalmente le proprie emozioni, senza giudizio o commento aggiuntivo da parte dell’adulto.
• Coinvolgere il bambino in quelle piccole attività quotidiane che sono solitamente riservate alla bambina piccola, in modo che possa gradualmente nascere tra di loro una complicità.
• Cercare di ritagliare un po’ di tempo per lui come momento esclusivo e necessario, affinché il bambino si senta importante come la sorellina più piccola.
È importante far valutare (come lei sta già cercando di fare) il bambino dalla Psicomotricista proprio perché dopo un’attenta osservazione potrebbe darle consigli più specifici a riguardo.
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